Valditara sul Rapporto Invalsi: recuperati 520.000 ragazzi
“Dal 2022 a oggi abbiamo recuperato 520 mila ragazzi che non andavano più a scuola”, è il più che positivo giudizio espresso dal ministro Valditara sul Rapporto 2026 dell’Invalsi che ha segnalato il fatto che il tasso di dispersione, già sceso all’8,2% nel 2025, secondo le stime Invalsi potrebbe scendere al 7,3% nel 2026. Un risultato tra i migliori in Europa che ha restituito un futuro a centinaia di migliaia di giovani, sottraendoli al rischio dell’emarginazione sociale, del lavoro nero e, nei casi più gravi, della criminalità.
Come già accennato nella nostra sintesi del Rapporto, l’indicatore più significativo in tale senso è quello che riguarda proprio la diminuzione della dispersione scolastica esplicita, cioè degli studenti che interrompono il proprio percorso di istruzione e formazione prima di conseguire un diploma di istruzione secondaria superiore o una qualifica riconosciuta almeno triennale: la stima Invalsi di una riduzione fino al 7,3% nel 2026, consentirebbe all’Italia di superare in netto anticipo il traguardo del 9% fissato dall’Unione Europea per il 2030. Migliora anche la cosiddetta dispersione implicita (quella di coloro che concludono il percorso di studi senza aver acquisito le competenze fondamentali), che scende dall’8,7% al 6,3%, mentre cresce (anche se meno che in altri Paesi europei) il numero degli studenti che raggiungono livelli di preparazione elevati.
Molto positivo, sottolinea il ministro, è il progressivo recupero delle regioni del Sud rispetto alle altre aree regionali. Per esempio nell’ultimo anno delle scuole superiori aumenta la quota di studenti che raggiunge il livello previsto, passando dal 52% al 54%, ma gli incrementi sono più marcati nel Mezzogiorno, dove il dato cresce dal 44% al 47%. Anche per la Matematica, punto debole non solo in Italia, gli studenti delle classi terminali delle scuole superiori salgono dal 49% al 52% a livello nazionale, ma sono il Sud e le Isole a registrare gli avanzamenti più consistenti. Il quadro complessivo mostra quindi un Paese che, pur mantenendo differenze territoriali, sta lentamente riducendo gli squilibri storici tra Nord e Sud. Questo, almeno, dicono le statistiche dell’Invalsi, sul cui valore diagnostico e predittivo il ministro Valditara sembra pienamente confidare.
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