Nuove Indicazioni Nazionali, dal CSPI una raffica di osservazioni e proposte di modifica
Come già rilevato qualche giorno fa nel nostro sito, il parere del CSPI sul testo delle nuove Indicazioni Nazionali, approvato con una maggioranza 22 voti favorevoli e 12 contrari, formula una corposa serie di osservazioni e proposte che assomigliano, nel loro insieme, a una “promozione con debiti”, per usare il vocabolo scolastico.
Il CSPI ha dato atto all’Amministrazione di aver migliorato il testo inizialmente proposto al suo esame, e come da recente consuetudine non ha espresso un parere positivo o negativo, ma ha redatto un testo articolato, con un minuzioso elenco dei punti di criticità dello schema di DPR, giustificando tale impostazione con il proposito di salvaguardare la libertà e la responsabilità delle professionalità operanti nel sistema di istruzione (il CSPI, anche dopo la sua ristrutturazione, è dominato dalle rappresentanze sindacali, che però nella votazione si sono divise, perché la Cgil ha votato contro).
La CISL Scuola, che ha invece votato a favore, non manca di sottolineare che il testo finale del DPR chiarisce in modo definitivo che le nuove Indicazioni hanno una funzione orientativa (restano “indicazioni”, e non possono esser interpretate come “prescrizioni”), e che quindi la loro entrata in vigore non potrà in alcun modo pregiudicare le prerogative delle istituzioni scolastiche autonome in ordine alla definizione e gestione dei piani dell’offerta formativa (PTOF), ma su numerosi altri punti condivide i “suggerimenti” del CSPI. Per esempio quello di “inserire il riferimento all’internazionalizzazione nella progettazione d’istituto, valorizzando nel curricolo di istituto anche gli aspetti afferenti all’educazione civica”. O quello di riesaminare la strategia di gestione dell’IA, da intendere come opportunità di trasformazione nel processo educativo più che come semplice supporto alla didattica tradizionale.
Per fare un altro esempio della lettura, se non ipercritica, quanto meno puntigliosa, di uno dei cardini della politica scolastica di Valditara, il concetto di “merito”, il CSPI riconosce che “L’accezione di ‘merito’ proposta, legata alla fioritura dei talenti individuali e a una libertà ‘situata’ e responsabile, supera le letture meramente competitive del concetto”, ma poi aggiunge che “Data la sensibilità pubblica del termine, si chiede di esplicitare ulteriormente, già nella Premessa, la distinzione tra ‘merito’ come valorizzazione personalizzata dei talenti e ‘merito’ come graduatoria comparativa tra studenti, per prevenire interpretazioni divergenti in sede applicativa. Il CSPI ritiene necessario, dunque, bilanciare il concetto di merito con quello di equità, per evitare che venga interpretato in modo competitivo o selettivo”.
Infine “il CSPI suggerisce di alleggerire l’architettura interna delle discipline, affinché le Indicazioni possano essere un utile e agile strumento di lavoro per i docenti e le istituzioni scolastiche”. Come si vede il CSPI, e anche la CISL, non fanno sconti al Ministro…
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Solo gli utenti registrati possono commentare!
Effettua il Login o Registrati
oppure accedi via