Il liceo matematico/1
Da un po’ di tempo un nutrito gruppo di docenti tra scuola superiore, università e associazioni di esperti del settore propongono la costituzione di un liceo matematico, che quest’anno ha ottenuto il decreto ministeriale per l’avvio della sperimentazione. Si tratta di un percorso nel quale viene rinforzato l’insegnamento della matematica per i giovani e per la formazione dei docenti della disciplina, dove si approfondiscono i concetti matematici anche attraverso una riflessione sulla loro origine storica, cercando sempre di allargare gli orizzonti culturali e disciplinari e di esaminare i collegamenti con altre discipline, sia scientifiche che umanistiche.
Si vuole formare la capacità di analisi scientifica di situazioni complesse con la sperimentazione di percorsi laboratoriali condivisi (aspetti metodologici e didattici) ed il confronto interdisciplinare, la progettazione e collaborazione tra università e scuola. Si valuterà l’impatto su quest’ultima rispetto ai cambiamenti culturali messi in atto dal potenziamento della terza missione dell’università.
La matematica, si indica nella proposta, ha una duplice valenza: culturale e strumentale, entrambe presenti in questo liceo, è utile per destreggiarsi nella vita quotidiana e per la formazione dei futuri cittadini, così come ha contribuito allo sviluppo della civiltà. Essa è trasversale alla cultura, sviluppando approcci epistemologici integrati con altre discipline.
Non è riservata solo ai licei scientifici, ma è rivolta a tutti i licei che intendono proporre una sfida culturale ampliata e diversificata, declinando le attività a seconda dei vari indirizzi. Verrà introdotta un’ora aggiuntiva di matematica ogni settimana per l’intera durata del corso, anche se in quest’ora si potranno approfondire i concetti matematici e i collegamenti con le altre discipline.
Un corso di sicura efficacia in riferimento alla qualificazione dei proponenti; alcune riflessioni sorgono dal punto di vista della politica scolastica, per quanto riguarda il panorama dei licei, che quest’anno vedono una modifica delle “indicazioni nazionali”. La riforma infatti vede un cambiamento limitato all’aggiornamento dei contenuti, ma il mantenimento di un indirizzo liceale fondato su una formazione generale protesa all’utilizzo delle competenze nella società e nel mondo del lavoro, in base alle varie opzioni.
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