A Salerno sopravvivono sette istituti paritari sui dieci che avrebbero dovuto perdere la parità

Su 34 istituti paritari campani per i quali, dopo le visite ispettive del 2024, l’USR Campania aveva richiesto la revoca della parità scolastica, sono dieci quelli della provincia di Salerno, nel cui territorio in questi giorni, come è noto è scoppiato il caso delle intimidazioni a mezzo lettera con proiettile incluso.

Ma il fatto di essere colpiti dalla proposta di revoca non vuol dire che oggi quegli istituti non operino più. Qual è la situazione a oggi?

Tra i dieci istituti salernitani colpiti dalla proposta di revoca, solo tre hanno subito definitivamente la revoca della parità, a seguito di sentenza del Consiglio di Stato emessa nel luglio dello scorso anno.

I restanti sette istituti paritari salernitani sono ancora vivi e vegeti. In particolare tre hanno ottenuto di recente una sentenza del Consiglio di Stato che li ha salvati, a causa di un vizio procedurale dell’USR Campania, nonostante nel merito fossero state rilevate notevoli irregolarità. Per i restanti quattro – che anch’essi hanno fatto ricorso – probabilmente è ancora in corso la valutazione da parte del Consiglio di Stato.

Conseguentemente, nel 2025-26 hanno funzionato in provincia di Salerno, per varie circostanze, sette istituti che, secondo l’USR, avrebbero dovuto perdere la parità.

Sarà interessante vedere se questi sette istituti riusciranno a svolgere la normale attività anche in questo nuovo anno scolastico 2026-27.

Una domanda sorge spontanea: dal momento che i riflettori sui “diplomifici” sono stati accesi (con i dossier di Tuttoscuola nel 2023) per il fenomeno del cosiddetto “salto di iscritti” tra il quarto e il quinto anno (non una prova ma certamente sospetto), come sono andate le cose nell’ultimo biennio in questi istituti “superstiti”?

Questi sette istituti nel 2024-25 avevano iscritto al quarto anno complessivamente 300 studenti; al quinto del 2025-26, come rilevato da “Scuole in chiaro”, gli iscritti sono risultati complessivamente 2.335.

Insomma, nel passaggio dal 4° al 5° anno, sono spuntati al quinto anno 2.035 studenti in più, un incremento pari complessivamente al 678%. Il lupo perde il pelo ma non in vizio?

 

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