‘Idee che danno forma al futuro’, una Conferenza per immaginare la scuola di domani
La scuola italiana è spesso costretta a misurarsi con l’urgenza: organici, supplenze, edilizia, riforme, scadenze. Questioni concrete, che chiedono risposte immediate. Ma proprio per questo diventano preziose le occasioni in cui il sistema scolastico può allargare lo sguardo e interrogarsi su ciò che sarà necessario fra cinque, dieci o vent’anni.
È lo spirito con cui la CISL Scuola promuove, dal 22 al 24 settembre a Roma, la Conferenza programmatica “Idee che danno forma al futuro”, tre giornate dedicate ad alcune delle trasformazioni che stanno già ridisegnando lo scenario educativo: dall’emergenza demografica alle aspettative delle nuove generazioni, dall’evoluzione delle competenze all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla didattica, fino al riconoscimento del lavoro di chi opera nella scuola. (cislscuolatorino.it)
Il programma mette insieme voci del mondo accademico, istituzionale, sindacale e della ricerca. Tra gli interventi annunciati figurano quelli di Maria Rita Testa, Michela Marzano e Raffaele Mantegazza sui bisogni e sulle attese delle giovani generazioni; di Francesco Occhetta e Gabriele Benassi sul rapporto tra intelligenza artificiale, cultura e didattica; e di Luigino Bruni, Roberto Ricci, Damiano Previtali e Francesco Seghezzi sul tema delle competenze necessarie per affrontare i cambiamenti sociali ed economici. Un ulteriore focus sarà dedicato al riconoscimento professionale di chi lavora nella scuola, con la partecipazione, tra gli altri, di Francesco Profumo, Emmanuele Massagli, Ivana Barbacci e Daniela Fumarola.
Il programma restituisce bene la complessità delle questioni in campo. Demografia, tecnologie, lavoro, competenze e condizione professionale del personale scolastico non sono infatti dossier separati: concorrono tutti a definire quale scuola sarà possibile costruire nei prossimi anni.
Ed è forse questo il significato più interessante di una conferenza programmatica: creare uno spazio nel quale analisi ed esperienze diverse possano incontrarsi, mettendo per un momento da parte la logica delle risposte immediate per provare a costruire una prospettiva.
La stessa CISL Scuola indica tra le ragioni dell’iniziativa la necessità di promuovere sui temi dell’educazione e dell’istruzione un confronto “di ampio respiro”, evitando che la discussione sulla scuola resti schiacciata sulla contingenza. Ivana Barbacci ha richiamato in particolare la scuola come un “grande bene comune” attorno al quale far convergere gli interessi della comunità nazionale.
È un tema che va oltre questa singola iniziativa, Tuttoscuola ne parla da decenni. Le politiche educative hanno bisogno, per loro natura, di tempi lunghi: le decisioni prese oggi sulla formazione degli insegnanti, sui curricoli, sull’orientamento, sulle tecnologie o sull’organizzazione del sistema produrranno effetti per molti anni.
Affrontare le urgenze resta inevitabile. Ma governare la scuola significa anche riuscire a immaginare dove si vuole portarla.
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