Occorre rivedere i criteri di formazione delle classi?
Il taglio di posti nell’organico del personale scolastico ha provocato, com’era prevedibile, la protesta dei sindacati della scuola. La segretaria della Cisl-scuola, Ivana Barbacci, oltre a valutare quel taglio come una scelta gravissima e inaccettabile, aggravata dal mancato investimento sulla scuola, ha aggiunto: “Al calo demografico occorre rispondere migliorando la qualità della scuola, riducendo il numero di alunni per classe e rafforzando gli interventi educativi. Chi pratica il dialogo e il confronto lo fa per ottenere risposte, si assume responsabilità, ma esige che tutti facciano altrettanto.
Ridurre il numero di alunni per classe, come propone la Barbacci, potrebbe essere un primo passo per migliorare la situazione e fornire una risposta che non può essere ignorata alla questione giovanile: disagio, fragilità, povertà educative.
I criteri per la formazione delle classi sono stati definiti dal DPR 81/2009, quando per effetto dell’incremento demografico, la popolazione scolastica era in continuo aumento e, probabilmente, era necessario contenerne gli effetti sull’aumento del numero delle classi e il conseguente incremento degli organici del personale (docenti e ATA).
Sono trascorsi da allora oltre 17 anni, e la situazione attuale nella scuola è radicalmente cambiata sia sotto l’aspetto quantitativo che qualitativo.
Ci sono meno alunni, ma la conseguente riduzione del numero di classi ha mantenuto inalterato il vecchio limite del numero di alunni per classe, mentre gli alunni in buona parte sono cambiati: disagio, fragilità, povertà educative che rendono sempre più complessa la funzione docente.
25 alunni per classe (e ancor più a volte secondo i criteri di quel lontano DPR) rendono di difficile gestione il lavoro quotidiano del docente in cattedra.
Sono sempre più numerosi, ad esempio, gli insegnanti di scuola primaria che dichiarano di avere quotidiana difficoltà nel gestire classi numerose di alunni di difficile scolarizzazione per l’attenzione, l’impegno, la relazione.
Occorre il coraggio di rivedere radicalmente quel vecchio DPR, ponendo soprattutto attenzione alla rilevanza qualitativa degli effetti della sua revisione.
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