“Aule fresche”/2. Il piano coprirà tutte le aule? E da quando? Non prima di un anno o due
All’articolo 80 (Misure a sostegno della produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per l’efficienza energetica) del Ddl Legge di bilancio – testo bollinato, viene precisato che sono stanziati “150 milioni di euro per l’anno 2028 e di 250 milioni di euro per ciascuno degli anni 2029 e 2030, per gli edifici scolastici pubblici che conseguano una riduzione di almeno il 30 per cento del fabbisogno di energia primaria dell’edificio”.
Per il triennio 2028-2030 sono previsti, dunque, 650 milioni di euro per gli edifici scolastici pubblici (sono circa 40mila quelli in cui sono inserite le scuole statali – n.d.r.).
Applicando le stime del rapporto di Tortuga Policy Report citate nella precedente notizia, e considerando che le aule presenti all’interno delle scuole statali sono 365.973 (a.s. 2024-25), e che non siano più di 26 mila quelle già provviste di condizionatore per il raffrescamento, servirebbero più di 2 miliardi di euro (la competenza è di Comuni e Province, proprietari degli edifici), quindi circa il triplo dell’importo stanziato. Non c’è dubbio comunque che si tratta di un grande passo avanti.
L’altra questione è: da quando ci saranno aule fresche d’estate e calde d’inverno?
Così recita la bozza della legge di bilancio che inizierà il suo cammino in Parlamento: “Con uno o più decreti del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentiti i Ministri interessati, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge ai sensi dell’articolo 28 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, sono definiti, per ciascuna delle misure di cui al presente articolo, i criteri e le modalità di assegnazione, verifica della riduzione dei fabbisogni di energia primaria ed eventuale revoca delle risorse, nonché i requisiti tecnici degli interventi anche ai fini dell’adeguamento della vigente disciplina attuativa e le modalità di monitoraggio della spesa di cui al presente articolo”.
Entro marzo ’27, dunque, dovranno essere approvati i decreti interministeriali con cui verranno definiti criteri tecnici e modalità per gli interventi sugli edifici.
I bandi per partecipare usciranno nel 2027, ma i finanziamenti verranno erogati nel 2028.
Conseguentemente, le scuole dovranno affrontare nelle stesse condizioni di quest’anno il caldo torrido anche nei prossimi mesi di maggio, giugno e luglio (e probabilmente settembre).
E non è nemmeno detto che i finanziamenti erogati nel 2028 arrivino in tempo per installare condizionatori e pompe di calore entro l’estate 2028.
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