Tetto del 30% di stranieri/5. 14 milioni di euro per l’italiano: quante scuole e quanti studenti si potranno davvero raggiungere?

Il decreto scuola approvato dal Consiglio dei ministri istituisce un fondo di 3,4 milioni di euro per il 2027 e di 14.139.760 euro annui a decorrere dal 2028, destinato alle scuole nelle quali non sia possibile rispettare il nuovo limite. Le risorse serviranno a finanziare attività extracurricolari per il potenziamento delle competenze linguistiche in italiano, anche attraverso il potenziamento dell’organico docente o accordi con CPIA, Terzo settore e altri soggetti del territorio.

La platea effettiva sarà però molto più ristretta rispetto all’insieme delle classi che oggi superano il 30% di alunni con cittadinanza non italiana. Alla primaria, infatti, il limite riguarda gli alunni non italiani non nati in Italia o che non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia; nelle secondarie gli studenti che non abbiano frequentato con esito positivo almeno tre anni nel sistema scolastico italiano.

Oggi sono 34 mila classi sopra il 30%

L’elaborazione di Tuttoscuola sui dati del Portale unico del Ministero dell’Istruzione relativi all’anno scolastico 2024/25 ha individuato – come anticipato dal ministro Valditara – circa 34 mila sezioni e classi sopra il 30%, distribuite in quasi 6 mila scuole e frequentate complessivamente da circa 650 mila alunni, dei quali oltre 270 mila con cittadinanza non italiana.

In media, ogni scuola interessata presenta circa 5,8 classi sopra soglia.

Per valutare la capacità concreta del fondo, si può ipotizzare una suddivisione paritaria: 7 milioni circa per la mediazione linguistico-culturale e 7 milioni circa per l’italiano L2. Non è una ripartizione prevista dal decreto, ma una simulazione utile a stimare gli ordini di grandezza.

Assumendo un costo di circa 21,89 euro l’ora (parametro utilizzato ad esempio da Roma Capitale in recenti procedure), con 7 milioni si potrebbero “acquistare” circa 323 mila ore di mediazione.

Ipotizzando una presenza di 18 ore settimanali per 30 settimane, ogni scuola avrebbe a disposizione 540 ore annue, da distribuire sulle mediamente 5,8 classi interessate e nei rapporti con le famiglie.

La spesa sarebbe di circa 11.800 euro per istituto e consentirebbe di raggiungere nell’ordine di 600 scuole, corrispondenti a circa 3.500 classi sopra soglia.

Per l’italiano L2 è più realistico immaginare non un docente per ogni classe, ma laboratori trasversali per livello linguistico, composti da studenti provenienti da classi diverse.

Con 7 milioni di euro, assumendo un costo annuo di circa 37-40 mila euro per docente, si finanzierebbero circa 180-190 docenti equivalenti a tempo pieno.

Se ciascun docente organizzasse sei laboratori da tre ore settimanali, con gruppi di 8-10 studenti, si potrebbero realizzare circa:

  • 1.130 laboratori L2;
  • 9 mila-11 mila posti-alunno;
  • circa 90 ore annuali di italiano per ciascun gruppo.

Ipotizzando due o tre laboratori per scuola, l’intervento potrebbe raggiungere circa 400-550 istituti, coinvolgendo studenti provenienti da circa 2.300-3.200 classi.

I due interventi non sono necessariamente alternativi.

Nelle situazioni più complesse una stessa scuola potrebbe avere bisogno sia di laboratori L2 sia di mediazione linguistico-culturale. Per questo non è corretto sommare automaticamente le circa 600 scuole raggiungibili dalla mediazione alle 400-550 potenzialmente interessate dai laboratori.

La copertura effettiva dipenderà da quanto il Ministero sceglierà di concentrare le risorse sulle situazioni più difficili oppure di distribuirle su una platea più ampia.

Il punto, in definitiva, non è soltanto fissare il limite del 30%, ma capire se nelle scuole che non riusciranno a rispettarlo ci saranno risorse sufficienti per garantire agli studenti che ne hanno bisogno un sostegno linguistico continuativo e adeguato.

Dai numeri di questa proiezione, si comprende che i fondi stanziati potranno coprire i casi più critici, come peraltro deriva dai criteri stessi di selezioni fissati dalla bozza di decreto. Quando sarà emanato si capirà meglio.

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