A sperimentare le competenze non cognitive saranno 1169 istituzioni scolastiche. Ma i fondi?

Mercoledì 15 luglio, in occasione del question time svoltosi alla Camera, il ministro del MIM Giuseppe Valditara, ha risposto, fra l’altro, a una interrogazione presentata dall’on. Alessandro Colucci di “Noi Moderati” riguardante lo stato di attuazione della legge n. 22 del 2025, che consente anche in Italia l’introduzione delle competenze non cognitive trasversali nei percorsi scolastici: un provvedimento finalizzato a migliorare l’inserimento degli studenti nel percorso lavorativo, come avviene in altri Paesi. Per questo, ha ricordato il ministro, se ne era parlato anche prima di questo provvedimento, nel contesto della legge 121 del 2024, istitutiva del percorso 4+2.

La commissione tecnica, nominata con il compito di valutare le proposte progettuali inviate dalle istituzioni scolastiche”, ha dichiarato poi Valditara, “ha da poco concluso i lavori, all’esito dei quali sono state valutate positivamente 443 proposte. Seguirà a breve l’adozione del decreto ministeriale di autorizzazione della sperimentazione, che riguarda complessivamente 1.169 istituzioni scolastiche”.

Il comitato tecnico-scientifico, nominato ai sensi della medesima legge, predisporrà specifiche linee guida con la definizione delle indicazioni metodologiche e didattiche, in coerenza con le indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, con le indicazioni nazionali per i licei e con le linee guida per gli istituti tecnici e professionali vigenti. Il comitato, avvalendosi del supporto di Invalsi e Indire, si occuperà anche del necessario monitoraggio e dell’andamento della sperimentazione nazionale nelle istituzioni scolastiche”.

Il ministro ha poi comunicato che la sperimentazione sarà estesa ai percorsi di istruzione e formazione professionale, e che “è imminente l’adozione di un piano straordinario di azioni formative rivolto ai docenti di tutte le istituzioni scolastiche, che diventerà operativo già dal prossimo anno scolastico. Le misure sin qui illustrate dimostrano che vogliamo promuovere in maniera puntuale e sistemica la formazione integrale di ogni persona, dalla scuola dell’infanzia all’età adulta, riconoscendo le competenze non cognitive trasversali quale parte integrante del percorso formativo di ciascuno, da realizzare in tutte le scuole del Paese”. Pienamente soddisfatto della risposta si è dichiarato l’on. Colucci.

Altrettanto soddisfatte potranno dirsi le scuole partecipanti quando sapranno se ci saranno fondi specifici per affrontare una impegnativa sperimentazione triennale, anche avvalendosi di Partner qualificati come previsto dalla legge e dal bando ministeriale. Fare “le nozze con i fichi secchi” non piace a nessuno, e soprattutto ridimensionerebbe molto le potenzialità di questa importante sperimentazione nazionale.

Per approfondimenti:

– https://www.tuttoscuola.com/competenze-non-cognitive-entro-fine-luglio-il-decreto-con-le-scuole-ammesse-arriva-la-guida-che-ogni-docente-dovrebbe-leggere/
– Competenze non cognitive, boom di adesioni: quasi 1.500 scuole nella sperimentazione. Un segnale che non può essere ignorato.
– Ecco la sperimentazione più partecipata in Italia, di Damiano Previtali, Presidente del CSPI.
– LEGGE 19 febbraio 2025, n. 22. Introduzione dello sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche
– Decreto Ministeriale n. 6 del 15 gennaio 2026
– Avviso pubblico n. 537 del 30 marzo 2026

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