Quel triste ultimo giorno di scuola

Non per tutti gli studenti l’ultimo giorno di scuola è una festa. Anzi, come ricorda Paola Pasqualin, Dirigente scolastica dell’IC Trento 5 in questo bell’articolo-reportage pubblicato nel sito di Tuttoscuola di mercoledì 10 giugno, per alcuni può essere triste: per quelli che sono rimasti assenti per mesi, qualcuno dall’inizio dell’anno per le cause più diverse, perché “chiuso nella sua cameretta o in giro per le strade di Trento, o a casa ad accudire i fratelli più piccoli, o a casa semplicemente perché nessuno è interessato a portarlo a scuola”.  Ma ciò “accade in Trentino e probabilmente anche nel resto d’Italia”, sottolinea Pasqualin, che pure svolge la sua attività in una città e in una Provincia come quella di Trento, all’avanguardia nelle misure di prevenzione della dispersione scolastica, come mostrano le sue tante iniziative, da noi anche recentemente segnalate.

Questi ragazzi e ragazze restano delle incognite sociali malgrado gli sforzi di molti docenti di scoprirne e valorizzarne le potenzialità, sforzi rivelatisi vani, tanto da mettere in crisi di sconforto gli insegnanti che ci hanno provato, senza risultato.

Ma “che triste pensare di rivolgersi ai grandi dello Stato per poter cercare soluzioni a problemi per i quali esistono servizi, persone, istituzioni che ad oggi non riescono a fare la differenza”, commenta Pasqualin con toni commossi che ricordano la Venezia triste e amara di Aznavour.

Viene quasi da pensare se valga la pena continuare a investire in questi servizi o piuttosto andare al risparmio perché quel che spendiamo non fa la differenza per alcuni di loro”. Ma occorre continuare a fare il massimo sforzo perché gli investimenti in spesa sociale (come sono quelli volti a eliminare le cause e le conseguenze della dispersione e dell’abbandono scolastico) sono ad elevato ritorno perché evitano di spendere ancora di più nel momento in cui ciascuno di questi ragazzi dispersi “sarà così in sofferenza da trovare uno spazio unico di accoglienza che non è certo la legalità”. 

Per questo “Noi continueremo a provarci con la certezza che qualcuno ci proverà con noi”, conclude Pasqualin. Che certamente troverà il sostegno convinto di Tuttoscuola, il cui motto, come sa bene chi ci segue, è proprio “Più istruzione è la soluzione”.

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