Educazione al rispetto e competenze non cognitive: il rischio della sovrapposizione

E’ “operativo dallo scorso 9 aprile 2026 e rivolto a tutte le scuole” il progetto “Educazione al rispetto e alla parità di genere”, che “affronta il tema dell’educazione al rispetto, alle relazioni, all’empatia e alla parità in modo trasversale alle discipline (…) per costruire ambienti educativi capaci di valorizzare l’identità, le emozioni e la partecipazione attiva di studentesse e studenti”. Lo comunica il Ministero dell’istruzione e del merito, con Nota 15 aprile 2026.

E’ avviata “una sperimentazione nazionale finalizzata all’introduzione dello sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nelle attività educative e didattiche delle istituzioni scolastiche”, competenze che includono espressamente empatia, gestione delle emozioni, capacità per le relazioni interpersonali, etc. Lo comunica con un Avviso del 30 marzo 2026… chi? Forse un altro Ministero del Governo in carica? Non sarebbe il primo caso di mancato coordinamento tra dicasteri.

Sorpresa. E’ lo stesso Ministero dell’istruzione e del merito a proporre alle istituzioni scolastiche, a due settimane di distanza, le due iniziative.

Eppure è risaputo che le competenze non cognitive portano al loro interno le competenze socio emotive e relazionali. Infatti, la sperimentazione nazionale sulle competenze trasversali porta ineludibilmente con sé anche l’educazione al rispetto e alla parità di genere, essendo quest’ultime un sottoinsieme del grande contenitore sulle competenze trasversali.

Ma cerchiamo di capirne di più.

Il primo progetto è di durata triennale e parte nel corrente anno scolastico.

Il secondo progetto è di durata triennale e parte nel corrente anno scolastico: le scuole hanno tempo fino al 30 aprile per candidarsi a partecipare (è stata concessa una proroga di qualche settimana per allegare la delibera del Collegio docenti).

Finiscono qua le sovrapposizioni? No.

Per il progetto sull’educazione al rispetto il MIM ha previsto dei percorsi formativi per docenti sviluppati da INDIRE.

La legge sulla sperimentazione nazionale (n. 22/2025) prevede come primo passo un percorso formativo per i docenti in collaborazione con INDIRE.

E poi?

Il progetto per l’educazione al rispetto coinvolgerà studenti, docenti e comunità educante, così come la sperimentazione nazionale… e così via.

Però una differenza c’è. Sta nel fatto – come tutti hanno notato – che la sperimentazione nazionale sulle competenze trasversali necessita di un finanziamento per la formazione dei docenti che, ad oggi, non è definito, mentre la seconda ha un finanziamento di 3,11 milioni di euro.

E’ sorprendente la sovrapposizione che si è creata tra progetti promossi dallo stesso soggetto e rivolti agli stessi destinatari. Il dato di fatto è che la sperimentazione sulle competenze non cognitive (che nasce da una legge, quindi dal Parlamento) viene depotenziata: non ha fondi al momento (ma le istituzioni scolastiche devono impegnarsi entro il 30 aprile a prendere parte a una impegnativa sperimentazione triennale), subisce la “concorrenza” di un altro progetto ministeriale, fortemente spinto dal vertice politico del MIM: il ministro Valditara ha tenuto a “informare personalmente” tutti i genitori attraverso una lettera pubblicata su tutti i registri elettronici delle scuole (iniziativa fortemente criticata dalla Flc Cgil, che l’ha considerata un segno di “profonda sfiducia nei confronti delle scuole chiamate a diffondere le iniziative di formazione rivolte al personale”).

Nonostante questo c’è una forte attenzione da parte delle scuole per la sperimentazione sulle competenze non cognitive, come dimostra anche il gran numero di iscritti al webinar che Tuttoscuola propone lunedì 20 aprile alle 15 sull’argomento (iscrizione gratuita da qui).

E ora cosa faranno le scuole?
I Dirigenti scolastici, in particolare, che devono promuovere questi percorsi fondamentali con i docenti, già frastornati da una serie di progettualità e incombenze, si chiedono: ma perché il Ministero non disegna un insieme con una proposta organica, evitando di promuovere progetti che si sovrappongono e che, per quanto strategici, rischiano di restare dei frammenti, senza un impatto effettivo all’interno del progetto educativo per “la formazione armonica e integrale della persona”?

Approfondiamo i due progetti nelle successive notizie.

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