Occupazioni scolastiche a Roma, ANP chiede una svolta: ‘Individuare i responsabili dei danni e non lasciare soli i dirigenti’

Le occupazioni studentesche che ogni anno interessano numerosi istituti superiori romani tornano al centro del dibattito. A rilanciare il tema è ANP Lazio e ANP Roma che, con una lettera inviata al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, alla Città Metropolitana, alla Prefettura e alla Questura, chiedono un impegno più incisivo per individuare i responsabili degli atti vandalici che spesso seguono le occupazioni e per garantire il risarcimento dei danni alle scuole.

“Danni ingenti e didattica interrotta”

Nel documento, firmato da Cristina Costarelli e Mario Rusconi, l’associazione dei dirigenti scolastici denuncia una situazione che si ripete da anni e che, a loro giudizio, produce conseguenze pesanti sia sul piano educativo sia su quello economico.

Secondo ANP, le occupazioni si concludono frequentemente senza risultati concreti rispetto agli obiettivi rivendicati dagli studenti, ma comportano la sospensione delle attività didattiche per giorni o addirittura settimane. Una situazione che, si legge nella lettera, penalizzerebbe in particolare gli alunni più fragili, che difficilmente riescono a recuperare il tempo scuola perduto.

L’associazione richiama inoltre una questione educativa più ampia: il rischio che l’assenza di conseguenze concrete trasmetta ai giovani il messaggio che la violazione delle regole possa essere tollerata o addirittura considerata una forma legittima di partecipazione.

Laboratori distrutti e costi milionari

Il passaggio più duro della nota riguarda i danni materiali registrati al termine di molte occupazioni. ANP parla di devastazioni che coinvolgono laboratori, impianti antincendio, sistemi di allarme, reti informatiche e strutture scolastiche.

Nella lettera viene citato il caso di un liceo romano nel quale, dopo un’occupazione, i danni sarebbero stati quantificati in quasi due milioni di euro. Una cifra che, secondo l’associazione, evidenzia la portata del fenomeno e le sue ricadute sui bilanci pubblici.

Poiché gli interventi di ripristino ricadono in larga parte sugli enti proprietari degli edifici scolastici, ANP sottolinea come le risorse destinate alle riparazioni finiscano inevitabilmente per sottrarre fondi ad altri servizi considerati essenziali per la collettività.

La richiesta: risarcimenti e collaborazione istituzionale

Per questo motivo l’associazione torna a chiedere una misura che sostiene da anni: l’individuazione dei responsabili degli atti vandalici, soprattutto ai fini risarcitori.

Nel documento viene richiamata anche una recente decisione del Consiglio di Stato che avrebbe bloccato una richiesta di risarcimento avanzata da una scuola occupata e successivamente danneggiata. Pur senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria, ANP chiede alla Città Metropolitana di Roma di farsi promotrice, nelle sedi competenti, di iniziative finalizzate al ristoro dei danni subiti dagli istituti scolastici.

L’associazione sollecita inoltre una collaborazione più stretta tra enti locali e forze dell’ordine per identificare gli autori delle occupazioni e degli eventuali danneggiamenti, evitando che dirigenti scolastici e docenti siano lasciati soli nella gestione di situazioni che, oltre all’aspetto della sicurezza, coinvolgono direttamente la dimensione educativa e civica della scuola.

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