Maturità 2026, online le commissioni: sono 13.989. Gli studenti coinvolti sono 527.607
Ormai ci siamo, uno dei momenti tanto attesi dai maturandi è arrivato: sono online i nomi dei commissari esterni maturità 2026 sul motore di ricerca MIM. I maturandi possono quindi non solo richiedere le liste per conoscere i nomi dei commissari esterni maturità 2026, ma possono anche visionarle online sul motore di ricerca del MIM raggiungibile qui. L’anno scorso, nel 2025, i nomi dei commissari esterni sono stati resi pubblici proprio il 4 giugno, mentre nel 2024 il 5 giugno. Nel 2020 i nomi commissari esterni maturità sono stati invece pubblicati il 26 maggio, mentre nel 2019 il giorno della pubblicazione è stato 3 giugno. Nel 2021, a causa del Coronavirus le cose sono un po’ diverse. Alla maturità 2021 i commissari saranno tutti interni. Nel 2023 si è invece dovuto attendere fino al 1 giugno per conoscere la composizione della commissione.
Quest’anno sono 527.607 gli studenti coinvolti nelle prove (513.479 candidati interni e 14.128 esterni), mentre le commissioni sono 13.989 per un totale di 27.884 classi.
La ripartizione dei candidati per tipologia di percorso di studio è la seguente:
• Licei 273.854;
• Istituti tecnici 167.136;
• Istituti professionali 86.617.
Le commissioni d’Esame sono composte da un Presidente esterno, da due membri esterni e due interni all’istituzione scolastica. La pubblicazione delle commissioni maturità 2026 rappresenta un’altra tappa di avvicinamento alle prove di giugno. Si inizia giovedì 18 giugno, alle 8.30, con il primo scritto, Italiano, comune a tutti gli indirizzi. Si prosegue il 19 giugno con la seconda prova, che riguarda le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio. È previsto, poi, un colloquio, incentrato su quattro discipline, volto ad accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale di ciascun candidato, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha realizzato una pagina informativa sugli Esami di Maturità consultabile da studenti, famiglie, personale della scuola.
Commissioni ridotte: la novità della maturità 2026
L’edizione 2026 segna l’avvio di una significativa revisione dell’assetto delle commissioni. Per la prima volta, infatti, ogni commissione maturità 2026 sarà composta da cinque membri complessivi: un presidente esterno, due commissari esterni e due commissari interni, già individuati e deliberati dai rispettivi Consigli di classe.
Una riduzione rispetto al modello tradizionale, che prevedeva sei commissari oltre al presidente. La scelta si inserisce nel più ampio intervento di riforma dell’esame voluto dal Ministero, con l’obiettivo dichiarato di rendere più efficiente l’organizzazione delle prove e di investire maggiormente nella formazione dei componenti delle commissioni.
Per questo scopo sono stati stanziati 3 milioni di euro nel 2026 e ulteriori 11 milioni nel 2027. Rimane invece irrisolto il tema dei compensi: al momento non sono previste rivalutazioni economiche per presidenti e commissari.
Ricordiamo che i compensi di commissari e presidenti sono fermi al decreto interministeriale del 24 maggio 2007 e consistono in:
- Presidente: € 1.249,00
- Commissario esterno: € 911,00
- Commissario interno: € 399,00
- Commissario sostituto del presidente: maggiorazione del 10% del compenso spettante
- Segretario della sottocommissione: nessun compenso
- Docente di sostegno, esperto liceo musicale, esperto esterno: nessun compenso
- Docente in sorveglianza durante le prove scritte: nessun compenso.
Nomina obbligatoria: quando è possibile rinunciare?
Per molti docenti, la ricezione della mail ministeriale rappresenta un passaggio delicato. La normativa vigente conferma infatti il carattere obbligatorio dell’incarico. La nota ministeriale n. 90455 del 25 marzo 2026 richiama quanto previsto dal decreto ministeriale n. 183 del 2019, come modificato dal d.m. n. 45 del 2026: la partecipazione ai lavori delle commissioni d’esame rientra tra gli obblighi professionali del personale scolastico. Di conseguenza, non è possibile rifiutare l’incarico o abbandonarlo una volta accettato, neppure nel caso di assegnazione a sedi non richieste o a commissioni operanti in indirizzi di studio diversi da quelli di servizio. Le uniche eccezioni riguardano situazioni di legittimo impedimento previste dalla normativa. Eventuali inadempienze possono comportare conseguenze sul piano disciplinare.
Chi non viene nominato resta in servizio fino al 30 giugno
Anche il personale non coinvolto direttamente negli esami non conclude automaticamente gli obblighi di servizio con la fine delle lezioni. Salvo specifiche situazioni di esonero, dirigenti e docenti non utilizzati nelle commissioni devono infatti rimanere a disposizione della scuola di appartenenza fino al 30 giugno. In particolare, è richiesta la presenza nei giorni in cui si svolgono le prove scritte. Gli Uffici scolastici regionali e i dirigenti scolastici sono tenuti a verificare la reperibilità del personale per tutta la durata delle operazioni d’esame.
Come cambia la Maturità 2026
Le novità non riguardano soltanto la composizione delle commissioni maturità 2026. La riforma della Maturità introduce infatti diversi cambiamenti destinati a incidere sulla struttura stessa dell’esame. Tra gli interventi più significativi vi è il ritorno alla denominazione tradizionale di “Esame di Maturità”, che sostituisce formalmente quella di “Esame di Stato”. Cambia inoltre il colloquio orale. Entro gennaio di ogni anno il Ministero individuerà non solo la disciplina della seconda prova scritta, ma anche quattro discipline specifiche che costituiranno il riferimento del colloquio per ciascun indirizzo di studi. Viene inoltre superato il tradizionale documento iniziale che finora fungeva da punto di partenza dell’esame orale.
Un altro elemento destinato a far discutere riguarda l’obbligatorietà della partecipazione a tutte le prove. L’esame sarà considerato validamente sostenuto soltanto se il candidato parteciperà regolarmente a ogni fase prevista. La misura punta a evitare il ripetersi delle cosiddette “scene mute”, fenomeno emerso negli ultimi anni con studenti che sceglievano deliberatamente di non sostenere il colloquio avendo già maturato, attraverso crediti e prove scritte, il punteggio necessario per conseguire il diploma.
Bonus e valutazione: criteri più ampi
La riforma interviene anche sul sistema di attribuzione dei punti integrativi. I bonus potranno essere assegnati a partire da una valutazione di 90/100, ampliando la platea degli studenti potenzialmente interessati rispetto al precedente limite fissato a 97/100.
Una modifica che punta a valorizzare percorsi scolastici caratterizzati da continuità e qualità dei risultati, senza concentrare il riconoscimento esclusivamente sulle eccellenze assolute.
Le tappe già definite
Le procedure preparatorie sono iniziate nei mesi scorsi. Lo scorso 12 maggio sono stati pubblicati gli elenchi dei presidenti di commissione sui siti degli Uffici scolastici regionali, mentre il 29 gennaio il Ministero ha reso note le discipline oggetto della seconda prova per tutti gli indirizzi di studio, accompagnando la comunicazione con un motore di ricerca dedicato a licei, istituti tecnici e professionali.
Ora l’attenzione si sposta sulle commissioni e sull’avvio delle prove. Ma, insieme alle novità organizzative, continua ad accompagnare il dibattito una domanda più ampia: l’esame di Maturità, nella scuola del XXI secolo, mantiene ancora il suo valore simbolico e formativo? La riforma del 2026 prova a fornire una risposta. Saranno le scuole, gli studenti e i risultati concreti a dire se la direzione intrapresa sarà quella giusta.
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