Trento/4. ‘Più istruzione è la soluzione’

Nel suo intervento di introduzione al panel di cui alle tre notizie precedenti il direttore di Tuttoscuola Giovanni Vinciguerra ha rilevato che molti dei risultati cui sono pervenute le due ricerche promosse dalla Provincia di Trento trovano riscontri anche in progetti e indagini realizzate negli anni da Tuttoscuola.

L’importanza della dimensione emotivo-affettiva e di quella relazionale per il benessere e il successo scolastico degli alunni emerge per esempio, in molte delle esperienze seguite da Tuttoscuola tramite il progetto “La scuola che sogniamo”, e la rilevanza dei fattori socio-economici come causa principale della dispersione e del destino educativo (e poi lavorativo) degli studenti è stata al centro della vasta indagine “La scuola colabrodo”, realizzata da Tuttoscuola nel 2018.

Uno dei trend segnalati da tempo da Tuttoscuola è quello relativo alla progressiva denatalità, accentuatasi a partire dal 2008, fenomeno drammatico che a livello nazionale non si è neanche tradotta in possibili benefici per la qualità della scuola (classi più piccole, riduzione del numero di alunni per docente, significativo miglioramento del trattamento economico dei docenti e del personale ATA, eliminazione o almeno diminuzione del precariato).

A questo proposito, ha aggiunto Vinciguerra, merita attenzione un fenomeno messo in luce recentemente dal Financial Times, che sulla base di ricerche internazionali segnala un’inversione di tendenza, con un calo della denatalità nei ceti sociali con maggior livello di istruzione, e invece la persistenza della crisi delle nascite nei Paesi e nei ceti sociali più poveri e meno acculturati.

Si conferma in questo modo la fondatezza di quanto sottolineato nelle conclusioni della “Scuola colabrodo”, ovvero che all’aumento del grado di istruzione e alla riduzione della dispersione sono collegate rilevanti conseguenze sul piano economico e socio-culturale: la maggiore cura si sé, con la diminuzione dei tassi di mortalità legati a malattie trascurate, la crescita delle opportunità lavorative, la minore propensione dei giovani di famiglie povere a imboccare la strada della criminalità.

Per dirla con uno slogan (che non a caso è il motto della nostra testata): Più istruzione è la soluzione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA