Trento/1. L’innovazione sociale parte dal benessere a scuola
Quest’anno il Festival dell’economia, giunto alla sua XXI edizione, si è tenuto a Trento tra il 20 e il 24 maggio sul tema “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani” con un ricco programma di seminari, incontri, dibattiti, centrati sulla valorizzazione dei giovani in quanto risorsa sulla quale l’Occidente, ma in particolare l’Europa, deve puntare per recuperare il terreno che ha perso e che perderà nella competizione planetaria.
Tra le diverse iniziative segnaliamo il dibattito sul tema “Le speranze dei giovani contro la dispersione scolastica e il fenomeno NEET” cui hanno preso parte, moderati dal direttore di Tuttoscuola Giovanni Vinciguerra, l’assessore all’istruzione della Provincia di Trento Francesca Gerosa, Luciano Covi, direttore Iprase, Elena Marta, docente di psicologia sociale dell’Università Cattolica di Milano, Leopoldo Romanelli, psicologo e psicoterapeuta della Fondazione Minotauro di Milano, diretta da Matteo Lancini, e Tiziana Rossi, Dirigente scolastico dell’ITT M. Buonarroti, coordinatrice di azioni innovative per lo sviluppo del middle management e per l’introduzione del Piano Trentino Scuola Digitale.
Per l’assessore all’istruzione e ai giovani Francesca Gerosa “l’ansia, il disagio, il non sentirsi mai abbastanza e a volte anche le difficoltà all’interno delle famiglie sono tutti fattori potenzialmente alla base del problema. Come assessorato stiamo approntando politiche per aumentare il benessere negli istituti scolastici sia tra gli studenti sia tra il corpo docente”. Tra le iniziative messe in campo, “la figura del ‘docente Faber’, ovvero un docente appositamente formato per intercettare sul nascere le difficoltà dei ragazzi e lo studio di un nuovo approccio che vada oltre lo sportello psicologico nelle scuole. Stiamo inoltre lavorando sul recupero delle carenze scolastiche”.
Nel corso dell’incontro sono stati presentati e discussi i numerosi spunti forniti da due ricerche, la prima realizzata sul campo dall’IPRASE (Istituto Provinciale per la Ricerca e la Sperimentazione Educativa) sui due fenomeni in discussione, la dispersione scolastica e i NEET, la seconda (Progetto PACIERE – Piano Adulto di Coerenza in Internet E Responsabilità Educativa) sulle relazioni adulti-giovani.
Il primo progetto, curato da Luciano Covi, direttore dell’IPRASE, ha indagato in profondità l’area dell’Alto Garda e Ledro, scelta perché avente caratteristiche potenzialmente riferibili all’intero livello provinciale. Ne è risultato che la dispersione scolastica (sia esplicita, sia implicita) e la condizione di NEET sono fenomeni spesso correlati: difficoltà e ritardi negli apprendimenti possono preludere a discontinuità nei percorsi scolastici, e successivamente a marginalità sociale e professionale. In ogni caso – è stato sottolineato – i dati evidenziano come tra il 2021 e il 2025 la dispersione scolastica si sia fortemente ridotta sia a livello nazionale sia nella provincia di Trento. Il secondo progetto ha analizzato il vissuto esistenziale ed esperienziale dei figli in rapporto coi loro genitori e docenti.
La completezza esemplare e l’originalità della metodologia adottata nei due progetti meritano un approfondimento al quale dedichiamo la due notizie successive.
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