Orientamento: anche i genitori hanno un ruolo chiave nel processo di scelta

Di Speranzina Ferraro*

Quando si parla di accompagnare un ragazzo alla scelta del nuovo indirizzo di studi, non si può non sottolineare la grande importanza, all’interno del processo di orientamento, dei genitori, che sono, insieme con i docenti, le figure-guida in grado di esercitare un fondamentale supporto nella definizione della scelta, pur se in modi e funzioni differenti.

Non è, infatti, possibile un buon orientamento, se i tre attori chiave del processo (studente, docenti e genitori) non collaborano attivamente e non si muovono nella stessa direzione. In maniera diversa, docenti e genitori,  sono educatori e condividono la missione di preparare al futuro le nuove generazioni.

Nel libro di O. Scandella, Il futuro oggi, (F. Angeli, 2019), persone molto diverse tra loro raccontano la propria storia di orientamento e il ruolo che hanno avuto nel processo di scelta le figure adulte più importanti. Le storie attraversano un periodo storico che va dagli anni ’50 ad oggi e, pur rappresentando  contesti sociali, economici e culturali molto differenti, il supporto dei genitori al processo di scelta ne rappresenta la costante più significativa.

La famiglia, infatti, interviene nel processo di scelta, ma in maniera diversa secondo le proprie condizioni sociali e culturali, e il suo coinvolgimento è importante per ogni personaggio, soprattutto perché offre  un’azione di supporto e di accompagnamento nella delicata fase di scelta, che  si colloca in un momento di grandi cambiamenti della persona, di cui non sono ancora emersi tutti i talenti e le potenzialità. 

Il protagonista di una delle storie del libro, Luca Cuomo[1], racconta che in terza media aveva partecipato a varie attività di orientamento, facendo il giro di vari istituti, pur avendo già deciso autonomamente che si sarebbe iscritto al Conservatorio, perché forte era la sua passione per la musica. I docenti, pur sapendo di questa sua decisione, gli avevano consigliato di iscriversi ad un istituto tecnico. I genitori, invece, come lui stesso racconta, hanno sempre supportato ogni sua scelta, dandogli la carica giusta per affrontare il futuro. Ripercorrendo la propria storia e le conseguenti scelte di vita, Luca testimonia di aver sempre fatto scelte libere per il suo percorso di studi: “Non mi sono mai sentito spinto o indirizzato in una qualche direzione. Questo per me non significa averle fatte in totale autonomia o solitudine, perché ho sempre avuto al fianco qualcuno che, direttamente o indirettamente, mi accompagnasse con consigli, informazioni, o semplici gesti, come quello di vivacizzare con un regalo i miei interessi. Si è trattato sempre di adulti di riferimento, come i miei genitori, il nonno materno e i maestri di musica”(pg.95-96).

Il supporto genitoriale contribuisce, infatti, come in questo caso, a infondere speranza, passione, positività e, soprattutto, fiducia nelle proprie possibilità e  nelle capacità di affrontare anche la  sfida di un futuro incerto e  complesso.

Tuttavia, perché l’esito della scelta sia positivo, è necessario che sia i docenti sia i genitori collaborino, perché solo una reale alleanza può favorire la crescita della persona in termini di autonomia e di  autodeterminazione, quando si traduce in un’operazione congiunta di supporto partecipato, segno manifesto della fiducia che gli adulti hanno nelle sue possibilità e capacità di contribuire alla costruzione del proprio futuro e di una nuova società.

Perciò,  diamo vita ad un nuovo “patto di corresponsabilità educativa” tra scuola e famiglia che, all’interno del Piano di orientamento,  sostenga la persona nella determinazione di una scelta consapevole.

[1] Flautista, direttore di coro, compositore e direttore artistico dell’Associazione Musica Laudantes di Cesano Boscone.
*Laureata in lettere classiche con specializzazioni in “epidemiologia e programmazione degli interventi per i minori con handicap” e “educazione degli adulti”. Dirigente scolastica, dal  1998 al 2015, distaccata presso il MIUR – Istruzione  come responsabile e coordinatrice nazionale delle politiche educative con particolare riferimento a dispersione scolastica e orientamento, scuola in ospedale e a domicilio, tecnologie integrate al servizio dell’apprendimento, somministrazione dei farmaci a scuola per minori con patologie croniche.
Nel corso dell’attività professionale ha collaborato, quale componente del comitato scientifico di coordinamento,  al  “Piano Lauree Scientifiche”, finalizzato a promuovere le discipline scientifiche e a superare gli stereotipi di genere connessi alle discipline STEM e al progetto “Mobilità sociale e merito”, frutto della collaborazione tra MIUR e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa .
Ha collaborato, in fase di progettazione e come relatore  alla realizzazione del primo Master di II livello “La scuola in ospedale: la realtà professionale e le strategie didattiche di cura”, a. a. 2016/2017, Università di Torino, Dipartimento di scienze cliniche e biologiche e, sullo stesso tema,  al Master di II livello indetto dall’Università di Bari, facoltà di Igiene.
Ha inoltre collaborato con l’Università di Padova, Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata (FISPPA) al Progetto di Ricerca di Ateneo “Tutorato formativo: un modello di tutoring integrato per l’empowerment degli studenti universitari” (2016-2018). 
Esperta di sistemi educativi, attualmente  collabora con  periodici nazionali, (come Tuttoscuola, Psicologia dell’educazione, Ricerca-Azione di IPRASE, QTIMES, Rivista Lasalliana, Quaderni di orientamento…) in qualità di autrice su temi centrali dell’educazione con particolare riferimento all’orientamento e alla dispersione scolastica.
Componente del comitato scientifico della Rivista Lasalliana e  dell’Associazione Nazionale Fiaba, in quanto  il tema dell’inclusione è  al centro dell’innovazione della didattica e, quindi, del futuro  della nostra scuola.

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