Marcia indietro (provvisoria?) del MIM sugli Istituti tecnici

A seguito delle diffuse proteste registratesi negli Istituti tecnici dopo la pubblicazione di nuovi quadri orari contenuti nel Decreto Ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, sfociate in uno sciopero nazionale promosso dalla Flc Cgil il 7 maggio, e nel blocco delle attività aggiuntive dal 22 maggio al 21 giugno, il MIM ha fatto un passo indietro.

Nell’incontro dell’8 luglio 2026 tra il Ministero e le organizzazioni sindacali sono state infatti concordate sostanziali modifiche ai quadri orari con il recupero delle ore tagliate e il ripristino delle discipline scientifiche, economiche, geografiche e della lingua italiana. 

Per ottenere questo risultato il MIM provvederà all’eliminazione, nel primo biennio, della quota di autonomia riservata alle scuole, pari a 132 ore, che torneranno ad essere destinate alle scienze sperimentali nell’area di indirizzo flessibile nel settore tecnologico ambientale e al potenziamento della geografia e della seconda lingua straniera nell’area di indirizzo flessibile nel settore economico.

Anche nel secondo biennio verrà diminuita la quota oraria di 66 ore di autonomia riservata alle scuole, con il corrispondente incremento delle ore da destinare alle discipline di indirizzo.

Infine, al quinto anno, sarà ridotta di 99 ore la quota oraria riservata alle scuole (da 231 a 132), restituendo tali ore alle discipline di indirizzo.

L’amministrazione, infine, come informa la nota della Flc Cgil, “ha previsto nel più breve tempo possibile, e comunque entro l’avvio dell’anno scolastico, la diffusione di un documento di ‘Orientamento per la progettazione curriculare per il passaggio al nuovo ordinamento degli istituti tecnici’. Si tratterà di una elaborazione (con due specifici esempi per i docenti) utile alle scuole a integrare le quattro discipline scientifiche preesistenti alla riforma con la nuova materia Scienze sperimentali”.

In sostanza nel 2026-2027 cambierà ben poco rispetto all’ordinamento tradizionale, probabilmente anche perché il MIM ha preso atto delle non infondate preoccupazioni dei genitori, che avevano effettuato le iscrizioni (scadute il 21 febbraio) sulla base dei piani di studio previgenti, e degli editori, non in grado di adeguare i libri di testo in così breve tempo.

Ma il MIM ha fatto sapere che per il momento le novità, legate all’obiettivo del PNRR scuola di rendere più flessibili i curricoli degli Istituti tecnici per adeguarli alla domanda di nuove competenze provenienti dalle imprese (argomento peraltro controverso, come spiega qui Valerio Ricciardelli) sono solo rinviate…

La questione dell’istruzione tecnica (e professionale) è comunque strategica e può avere un peso determinante sulle prospettive economiche del paese. E la sua evoluzione richiede di essere affrontata di petto. Approfondiamo perché nelle prossime notizie.

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