Istruzione tecnica e professionale/1. Oltre centomila studenti in meno in dieci anni. Crollo nel Meridione

Nel 2015-16 gli studenti degli istituti tecnici e professionali, compresi i percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresentavano ancora la maggioranza degli iscritti alla scuola secondaria statale di secondo grado: erano il 52,5% del totale.

Quella maggioranza si è mantenuta per altri due anni scolastici. Dal 2018-19, però, il rapporto si è rovesciato. Nel 2024-25 tecnici e professionali sono scesi complessivamente al 48,4%, perdendo in un decennio 107.015 studenti, pari a una contrazione dell’8,1%.

È quanto emerge dalle elaborazioni di Tuttoscuola sui dati del Portale unico del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Un arretramento che non può essere liquidato come una semplice oscillazione nelle preferenze delle famiglie: per dimensioni, durata e distribuzione territoriale assume ormai i contorni di un problema strutturale. Nel frattempo le imprese faticano sempre più a trovare personale qualificato. È soltanto una coincidenza o i due fenomeni sono collegati?

Intanto va precisato che il dato nazionale nasconde profonde differenze territoriali tra Nord e Sud: nel Nord-Est, tecnici e professionali hanno guadagnato poco più di 2 mila iscritti nel decennio, passando da 246.821 a 248.842 studenti: un incremento dello 0,8%, anche se la loro incidenza sul totale degli studenti dell’area è scesa dal 58,3% al 56,1%. Nel Nord-Ovest la riduzione è limitata: 3.571 studenti in meno, pari all’1,1%. Più consistente la flessione al Centro, dove si sono persi 16.671 iscritti, il 7,1%.

È però il Mezzogiorno a trascinare verso il basso il dato nazionale. Nel Sud gli studenti dei due comparti sono diminuiti di 61.850 unità, il 17%; nelle Isole di 26.944, anche in questo caso -17%. Complessivamente, quasi 89 mila dei 107 mila studenti persi si concentrano dunque nel Sud e nelle Isole. Numeri che creano un terremoto anche organizzativo, difficile da gestire.

Il calo si inserisce in una più generale contrazione della popolazione scolastica meridionale, ma colpisce con particolare intensità proprio quei percorsi che dovrebbero concorrere alla qualificazione del tessuto produttivo e offrire ai giovani opportunità di inserimento professionale nei territori di origine.

Per comprendere che non è solo una questione demografica, basti considerare che il numero complessivo di iscritti alla scuola secondaria superiore statale nel decennio è rimasto pressoché invariato (inchiodato a circa 2 milioni e mezzo di studenti, con un lievissimo calo del -0,3%).

© RIPRODUZIONE RISERVATA