Istruzione tecnica e professionale/2. I Professionali perdono un quinto degli iscritti. I tecnici resistono, ma solo grazie al Centro-Nord

All’interno di questo quadro, gli istituti tecnici mantengono il primato come singola tipologia di percorso della scuola secondaria di secondo grado, ma il dato nazionale è sostanzialmente fermo.

Nel 2015-16 gli iscritti erano 793.978, pari al 31,6% di tutti gli studenti delle superiori. Nel 2024-25 sono 790.199, il 31,5%: una perdita contenuta a 3.779 unità, pari allo 0,5%.

La stabilità apparente è però il risultato di due andamenti opposti.

Il Nord-Est guadagna 11.295 studenti negli istituti tecnici, il 7,4%; il Nord-Ovest ne guadagna 12.208, il 6,2%; il Centro registra un incremento di 3.395 iscritti, il 2,4%.

Nel Mezzogiorno avviene il contrario. Il Sud perde 22.439 studenti degli istituti tecnici, il 10,5%, e le Isole 8.238, l’8,9%. Quasi 31 mila studenti in meno, compensati dalla crescita delle altre aree.

Si può dunque affermare che gli istituti tecnici continuino a essere “di casa” soprattutto nel Centro-Nord, dove il sistema industriale e manifatturiero conserva una maggiore capacità di renderne riconoscibili gli sbocchi.

Più ancora degli istituti tecnici e non solo nel Mezzogiorno, gli istituti professionali trascinano pesantemente verso il basso i due settori, a beneficio dei licei.

Le recenti riforme dei professionali non hanno ancora registrato il successo atteso.

Nel 2015-16 gli istituti professionali, comprensivi anche delle FP, avevano registrato oltre mezzo milione di iscritti (esattamente 525.222) che aveva sfiorato il 21% di tutti gli studenti delle superiori.

Dieci anni dopo, il numero degli iscritti è sceso a circa 422mila unità, pari quasi al 17%.

Il pesante decremento di iscritti ha superato le 103mila unità, con una flessione percentuale che ha sfiorato il 20%, rispetto alla situazione di dieci anni prima. Con una punta di -28% nelle Isole.

In questa debacle non si è salvata nessuna area geografica, anche se le aree settentrionali hanno contenuto le perdite intorno alle 25mila unità.

Il Mezzogiorno ha contribuito a questa preoccupante perdita di iscritti con oltre 58mila iscritti in meno.

Numeri impressionanti. “Salvate il soldato Professionali”, verrebbe da dire.

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