Diplomifici/2. Cosa è rimasto del piano di revoche della parità?
Il salvataggio definitivo dei quattro istituti paritari salernitani, sentenziato dal Consiglio di Stato alcuni giorni fa per vizi di procedura, sollecita una comprensibile curiosità: cosa è rimasto di quella cinquantina di istituti paritari (6 nel Lazio, 33 in Campania e 15 in Sicilia per un totale di 54 istituti usciti malconci dalle visite ispettive) per i quali nel giugno 2024 il ministro Valditara aveva annunciato la revoca della parità scolastica per le gravi irregolarità riscontrate e documentate dagli ispettori ministeriali?
La risposta ci può venire dall’applicazione ministeriale “Scuola in chiaro” che riporta le situazioni attuali (9 febbraio 2026) di quegli istituti paritari sottoposti a revoca della parità.
Attualmente risultano attivi 24 istituti, pari al 44% di quelli per i quali era stata prevista la revoca della parità scolastica, compresi tre istituti che, chiusi per la revoca, si sono comunque riciclati con altra denominazione, conservando la stessa sede e i medesimi indirizzi di studio.
Se non si considerano questi tre istituti rinati come l’araba fenice, la revoca voluta a suo tempo dal ministro Valditara è andata a buon fine soltanto per 33 istituti dei 54 che avrebbero dovuto chiudere per sempre la loro attività.
La situazione attuale – fatte salve eventuali novità connesse al contenzioso tra USR e istituti paritari – vede attivi 15 istituti campani dei 33 per i quali pendeva la revoca, 3 istituti siciliani dei 15 che avrebbero dovuto perderla, e tutti i sei istituti del Lazio per i quali, nonostante l’ampia e rigorosa documentazione ispettiva sulle irregolarità riscontrate, l’USR non ha emesso i decreti di revoca.
In questo bilancio provvisorio, se si guarda soltanto ai numeri, il piatto pende a favore del Ministero o del sistema opaco di quella minoranza di istituti paritari?
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