Aggressione a scuola a Procida: preside e vigili urbani picchiati durante gli scrutini

Un episodio di violenza ha scosso questa mattina l’Istituto “Francesco Caracciolo-Giovanni Da Procida” sull’isola di Procida, nel Golfo di Napoli. Una dirigente scolastica e tre agenti della Polizia Locale sono stati aggrediti da un dipendente ATA durante gli scrutini di fine anno.

La dinamica dell’aggressione

Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressione sarebbe scaturita al termine di un acceso alterco nato all’interno della scuola. Il diverbio avrebbe avuto origine dal ritrovamento di un telefono cellulare, appartenente al dipendente amministrativo, nell’aula in cui erano in corso gli scrutini.

La discussione è rapidamente degenerata, inducendo il personale scolastico a chiamare la Polizia Municipale. All’arrivo degli agenti, l’uomo li avrebbe colpiti, prima di rivolgere la violenza anche verso la preside, Maria Saletta Longobardo.

La dirigente è stata trasportata al Pronto Soccorso, medicata e dimessa con una prognosi di 10 giorni.

Intervento delle forze dell’ordine

Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della stazione di Procida, che hanno riportato la situazione sotto controllo e avviato le indagini per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e le eventuali responsabilità dell’aggressore.

D’Aprile e Vannini (Uil Scuola): “Fatto gravissimo, la violenza deve stare fuori dalla scuola”

“L’aggressione subita dalla Dirigente scolastica Maria Salette Longobardo durante gli scrutini all’Istituto Nautico di Procida è un fatto gravissimo che, qualora venisse confermato nella sua ricostruzione, risulterebbe incompatibile con i valori di rispetto, convivenza civile e responsabilità che la scuola è chiamata ogni giorno a promuovere e difendere”. Lo dichiarano Giuseppe D’Aprile, Segretario generale della UIL Scuola, e Roberta Vannini, Segretaria generale della UIL Scuola Campania.

“La scuola è il luogo in cui si educa al rispetto delle regole – sottolineano -. Per questo, chi compie atti di violenza all’interno di un’istituzione scolastica non colpisce soltanto una persona, ma l’intera comunità educante e i principi di convivenza civile su cui essa si fonda”.

“Le aggressioni al personale scolastico non possono essere derubricate a semplici intemperanze: sono atti di violenza che vanno riconosciuti per ciò che sono e che devono comportare conseguenze certe e proporzionate.
Ancora più sconcertante – affermano D’Aprile e Vannini – è che l’aggressione sia maturata all’interno della stessa comunità scolastica, tra figure che condividono ogni giorno responsabilità e obiettivi al servizio degli studenti”.

“Alla dirigente Longobardo esprimiamo la nostra piena solidarietà. Difendere chi lavora nella scuola significa difendere l’autorevolezza dello Stato nei luoghi in cui si formano i cittadini di domani”, concludono.

© RIPRODUZIONE RISERVATA