Manzoni incontra la Teoria dei Numeri: la sfida interdisciplinare del Liceo Copernico di Prato
È possibile scardinare lo storico steccato che separa la cultura umanistica da quella scientifica partendo da uno dei classici più tradizionali della scuola italiana? La risposta arriva dall’originale percorso I Promessi Sposi, la matematica e il latinorum, ideato e realizzato dagli studenti della classe 2ª Fs del Liceo Scientifico Statale “N. Copernico” di Prato, coordinati in un fecondo lavoro di squadra dalle professoresse Lucia Grossi (Matematica) e Alessandra Di Bella (Italiano e Latino).
La scelta di rimettere al centro dell’attenzione l’opera manzoniana appare oggi straordinariamente attuale. Il tema si inserisce infatti pienamente nel vivo delle discussioni e delle riflessioni metodologiche collegate alle proposte che emergono dalle Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, un dibattito che interroga l’intera comunità scolastica su come rinnovare l’insegnamento dei classici senza smarrirne il valore identitario.
Il progetto del Liceo di Prato, i cui dettagli sono stati recentemente analizzati su Matmedia.it, risponde a questa sfida ministeriale proponendo un punto di vista del tutto inedito: rileggere i nodi cruciali del capolavoro del Manzoni attraverso la lente rigorosa dei modelli matematici. Gli episodi del romanzo non sono semplici pretesti narrativi, ma si trasformano in vere e proprie occasioni di ricerca:
- Il celebre e ingannevole latinorum di don Abbondio viene decodificato e risolto mediante le congruenze e l’aritmetica modulare;
- I movimenti e le distanze del drammatico rapimento di Lucia diventano una sfida cartesiana risolta con gli strumenti della geometria analitica;
- I grani sparsi di un rosario rotto aprono le porte al calcolo combinatorio, richiedendo lo studio di complesse permutazioni circolari e simmetriche;
- Il confronto serrato e ambiguo tra Bravi e frati si trasforma in un enigma di logica deduttiva fondato sul principio di non contraddizione.
Ciò che rende questo lavoro un’esperienza conoscere e valorizzare non è soltanto la brillantezza e il rigore delle risposte matematiche applicate. In tempi nei quali si discute molto di riforme, transizione e nuove metodologie, il lavoro della 2ª Fs del Liceo Copernico dimostra che l’innovazione didattica più autentica e in linea con lo spirito delle Indicazioni Nazionali non è una questione di soli strumenti digitali, ma nasce dall’incontro profondo tra cultura umanistica e cultura scientifica, tra tradizione e ricerca.
Il successo di questa esperienza risiede soprattutto nell’incontro tra docenti che condividono un progetto educativo comune. Quando le discipline dialogano su un piano di parità, la matematica smette di essere percepita come un linguaggio isolato e la letteratura rivela la sua intrinseca struttura logica. Entrambe si riscoprono strumenti complementari per comprendere il mondo, porre domande inedite e sviluppare un pensiero fortemente critico.
L’esperienza del Liceo “Copernico” di Prato si offre così al panorama scolastico italiano come un esempio concreto di scuola-laboratorio: uno spazio animato da entusiasmo e curiosità, capace di rivelare come la collaborazione, la ricerca e l’intelligenza collettiva siano le vere leve per una conoscenza viva, consapevole e pienamente rispondente alle sfide della scuola di oggi.
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