Continuità didattica garantita a G. L. D.: il ringraziamento di Gianleo e della sua famiglia

Il comunicato stampa della famiglia

 

Dopo mesi di richieste, lettere e appelli, la vicenda di G. L. D., studente di 17 anni con disabilità grave dell’I.T.T. “E. di Savoia – F. Caracciolo” di Bari, ha finalmente trovato una soluzione positiva.
Il percorso educativo e didattico costruito negli ultimi due anni con la docente di sostegno I. F. potrà proseguire anche nell’anno della maturità, attraverso una soluzione individuata nell’ambito dell’accomodamento ragionevole.
Per noi questo risultato significa molto.
Non è soltanto la possibilità di mantenere una docente. Significa tutelare un percorso di crescita, di fiducia, di autonomia e di apprendimento costruito con grande impegno nel tempo.

Desideriamo ringraziare il Dirigente scolastico dell’I.T.T. “E. di Savoia – F. Caracciolo” di Bari, Prof. Carlo De Nitti, per l’attenzione e la sensibilità dimostrate.
Un ringraziamento speciale va alla professoressa I. F., per la sensibilità, l’attenzione e la disponibilità dimostrate nei confronti di G. L. D. e per aver scelto di continuare ad accompagnarlo ancora per un anno, fino alla maturità. La sua decisione di restare rappresenta per noi un gesto di grande responsabilità umana e professionale e dà continuità a un lavoro costruito insieme con impegno in questi due anni.
Ringraziamo l’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, l’Ambito Territoriale di Bari e il Ministero dell’Istruzione e del Merito, nella persona del Ministro Giuseppe Valditara, per aver ascoltato il caso e contribuito alla ricerca di una soluzione capace di mettere al centro le esigenze concrete dello studente.
Un ringraziamento sentito va anche al Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità della Regione Puglia, Dott. Antonio Giampietro, che si è espresso favorevolmente sulla necessità di tutelare la continuità del percorso di G. L. D., e al Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, per l’attenzione riservata alla vicenda.

Un ringraziamento molto sentito va inoltre alle testate giornalistiche che hanno dato voce alla nostra storia e contribuito a portarla all’attenzione dell’opinione pubblica: TGR Puglia, con Adele Lapertosa; Telebari, con Maricla Pastore; la Repubblica, con Chiara Spagnolo; Tuttoscuola; La Tecnica della Scuola e tutte le altre testate, redazioni e giornalisti che hanno ripreso e raccontato la vicenda.
Un pensiero particolare va a La Vita in Diretta, nella persona di Manuela Moreno, e a Matteo Nalin e Ivan Trimarchi, per l’attenzione, la sensibilità e la disponibilità dimostrate.

Il mondo dell’informazione ha avuto un ruolo importante: ha permesso alla voce di un ragazzo di 17 anni e della sua famiglia di essere ascoltata e di arrivare più lontano.
Oggi non vogliamo parlare di una vittoria contro qualcuno.
Vogliamo parlare di una vittoria dell’ascolto, del dialogo, dell’inclusione e del diritto a non vedere disperso un percorso che stava funzionando.
E speriamo che questa storia possa aver dato voce anche a tanti altri ragazzi con disabilità che spesso una voce non riescono ad averla, o che fanno più fatica a farsi ascoltare.

Se ciò che è accaduto a G. L. D. potrà servire anche solo ad aprire una strada, a far riflettere o ad aiutare un’altra famiglia a non sentirsi sola davanti a una difficoltà simile, allora questa battaglia avrà avuto un significato ancora più grande.

La storia dell’inclusione scolastica ci insegna che anche i cambiamenti più importanti possono iniziare dalla determinazione di semplici cittadini e famiglie che scelgono di non arrendersi. È accaduto anche con Mirella Antonione Casale, madre e dirigente scolastica, la cui lunga battaglia per l’inclusione degli alunni con disabilità contribuì al percorso che portò al superamento delle classi differenziali e alla scuola inclusiva che oggi conosciamo.
Non vogliamo certo paragonare la nostra vicenda a quella grande battaglia. Ma ci piace pensare che ogni volta che una famiglia trova il coraggio di chiedere che un diritto diventi concreto, possa contribuire, anche nel suo piccolo, a rendere la scuola un po’ più giusta per tutti.

Perché dietro ogni norma, ogni contratto e ogni procedura deve esserci sempre, prima di tutto, la persona.

Famiglia Difonso – Ungaro