Commissione Cultura della Camera: un’indagine sui ragazzi e i social per combattere dipendenze e isolamento

I ragazzi oggi vanno protetti con delle regole adeguate. Le tecnologie non vanno demonizzate ma è labile il limite tra uso e abuso che determina disturbi di attenzione, insonnia, dipendenze, isolamento sociale”. Lo ha detto la vicepresidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera, Giorgia Latini, che ha presentato le proposte della Lega, in una conferenza stampa: divieto dei social sotto i 15 anni, ma soprattutto l’impegno, aperto a tutte le forze politiche e sociali, di favorire un’ampia consultazione con una sessantina di esperti, finalizzata alla definizione di alcuni provvedimenti capaci di affrontare la sfida educativa di gestione di smartphone, tablet e pc, in mano ai giovanissimi. “Per questa ragione vogliamo presentare questa indagine istituzionale della Commissione Cultura della Camera, che partirà nelle prossime settimane, al più tardi a settembre – ha sottolineato Maria Grazia Rondoni, che ha coordinato l’incontro presso la Sala Stampa della Camera. Rondoni, in particolare, ha evidenziato il quadro internazionale oggi più favorevole a introdurre regolamentazioni e divieti: il recente global summit con 193 Paesi promosso dall’Onu a Ginevra, le proposte dell’Unione Europea per normare il tema, il grande contributo di Papa Leone XIV con l’enciclica Magnifica humanitas.

Armando Siri, coordinatore federale Scuola Dipartimenti, della Lega, ha osservato che questa sfida educativa dovrebbe coinvolgere tutta la politica, la società e le famiglie, nella consapevolezza che molte decisioni non vengono prese nelle aule parlamentari, ma dalle grandi big tech multinazionali che avrebbero una visione precisa: “Si occupano dei meccanismi predittivi – ha detto Siri – perché vogliono creare un mondo nel quale il riferimento principale è riassumibile nella genetica, nella robotica e nell’intelligenza artificiale, piuttosto che sull’essere umano al centro, su Dio, sui valori di famiglia e comunità. Il rischio è che il nuovo Dio sia proprio l’intelligenza artificiale”.

E allora via libera alla nuova indagine della Commissione Cultura della Camera, durante la quale saranno ascoltati esperti competenti nell’ambito della medicina, della psicologia, della bioetica, della scuola, dell’università, della comunicazione (tra cui il nostro direttore Giovanni Vinciguerra). Saranno coinvolti terzo settore, sindacati e istituzioni. Si studierà l’impatto dell’uso di dispositivi digitali, social media, piattaforme online e strumenti di IA sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dei minori, e sulle connessioni con il disagio giovanile, la dispersione scolastica, la povertà educativa ed emotiva. (P.D.)