Tetto stranieri in classe/1: più le polemiche che gli effetti del decreto

Il decreto-legge 170 sulla scuola è stato preceduto da un dibattito e da polemiche che, probabilmente, hanno enfatizzato gli effetti del possibile sfondamento del tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi.

Leggiamo cosa recita l’art. 13 del DL 170/2026: “le istituzioni scolastiche provvedono, a decorrere dall’anno scolastico 2027/2028, a costituire le classi iniziali della scuola primaria, della scuola secondaria di primo e di secondo grado secondo criteri di equa distribuzione degli alunni e degli studenti, in modo che:

a) nella scuola primaria, il numero degli alunni con cittadinanza non italiana e che non sono nati in Italia o che non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia, non superi il 30 per cento del totale in ciascuna classe prima;

b) nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, il numero degli studenti con cittadinanza non italiana che non hanno frequentato con esito positivo, per almeno tre anni scolastici, il sistema nazionale di istruzione non superi il 30 per cento del totale in ciascuna classe prima”.

Il testo, identico a quello riportato da diversi siti prima del varo dal DL, è già stato approfondito ed elaborato da Tuttoscuola, e preceduto da questo commento: mons parturien mus (la montagna ha partorito un topolino), perché si può stimare che l’incidenza di classi che supereranno il tetto del 30% potrebbe essere molto contenuta.

Non saranno coinvolte classi di scuola dell’infanzia, nonostante nel 2024-25 ve ne siano state oltre 5mila che avevano superato il tetto del 30%.

Quasi certamente nelle classi iniziali della scuola secondaria di I grado non dovrebbe essere attivato il superamento del tetto del 30%, in quanto “il numero degli studenti con cittadinanza non italiana che non hanno frequentato con esito positivo, per almeno tre anni scolastici” potrebbe essere pari pressoché a zero; la frequenza di tre anni scolastici con esito non positivo non può che riferirsi alla scuola primaria, dove da anni non si registrano bocciature, ma promozioni generalizzate: il numero di alunni stranieri con eventuale esito negativo, e magari di quelli arrivati in Italia da meno di tre anni, si conterebbe sulle dita di una mano, in quantità insufficiente per costituire una classe.

Per quanto riguarda le prossime prime classi della scuola primaria, l’esclusione dal computo del 30% a favore degli alunni stranieri “nati in Italia o che hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia” potrebbe determinare un numero ridottissimo di alunni stranieri da considerare, rispetto ai circa 27mila complessivi rilevati nelle prime classi di primaria nel 2024-25.

In effetti, sono sempre meno i minori che arrivano da fuori Italia e, comunque, nel solo 2024-25 sono risultati iscritti alle scuole dell’infanzia statali e paritarie circa 150mila bambini stranieri. 

La presenza di alunni stranieri da considerare potrebbe essere talmente ridotta nelle classi da non dover prevedere l’adozione di cui parla il DL di “misure organizzative necessarie a garantire una presenza equilibrata di tali alunni e studenti tra le istituzioni scolastiche viciniori”.

Il problema del limite posto dal DL potrebbe riguardare gli studenti delle prime classi della secondaria di II grado (10.600 nelle prime del 24-25), in quanto è possibile che esista una certa quantità (probabilmente non rilevante) di studenti che “non hanno frequentato con esito positivo, per almeno tre anni scolastici” la scuola media.

Per approfondimenti:

– Tetto del 30% di stranieri/1. Sembra che la montagna abbia partorito il topolino
– Tetto del 30% di stranieri/2. Primaria: oltre il tetto circa 3.500 classi prime con oltre 27mila alunni stranieri
– Tetto del 30% di stranieri/3. Secondaria di I grado: il tetto potrebbe non essere attivato
– Tetto del 30% di stranieri/4. Superiori: tetto superato in 1.200 classi prime, con 10.600 stranieri
– Tetto del 30% di stranieri/5. 14 milioni di euro per l’italiano: quante scuole e quanti studenti si potranno davvero raggiungere?
– Tetto del 30% di stranieri/6. Formazione linguistica dei genitori stranieri: il testa-coda dei CPIA
– Tetto del 30% di stranieri/7. Confligge con le norme esistenti?

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