Essere insegnanti oggi. L’indagine Cisl-Tuttoscuola-Fondazione Tarantelli
È in corso di distribuzione nelle librerie o online, il volume “Essere insegnanti oggi. Indagine su una rinnovata professionalità docente” (Edizioni Lavoro, 2026), frutto di una approfondita ricerca promossa dalla Cisl scuola e da Tuttoscuola in collaborazione con la Fondazione Ezio Tarantelli, curata rispettivamente da Enrica Cassetta, responsabile dell’Ufficio studi Cisl Scuola, Emmanuele Massagli presidente della Fondazione Tarantelli, e Giovanni Vinciguerra, direttore di Tuttoscuola.
La ricerca analizza gli esiti dell’ampia indagine condotta nel maggio 2025 su circa 10.000 docenti italiani di ogni ordine e grado. “Nonostante l’insegnamento non sia sempre la prima scelta professionale e pesino criticità come l’eccessiva burocrazia e lo scarso riconoscimento economico e sociale”, si legge nella nota di presentazione del volume, “la componente ‘vocazionale’ emerge come il pilastro fondamentale che spinge i docenti a restare nel proprio ruolo. Il cuore della professione è individuato nella relazione educativa, che tuttavia non può esaurirsi in un rapporto privato tra due soggetti. Essa necessita di una cornice comunitaria e pubblica, fatta di scambi positivi tra tutti gli attori del sistema scolastico”.
Alcune prime anticipazioni dell’esito dell’indagine erano state diffuse online in occasione dell’VIII Congresso della Cisl scuola (giugno 2025), poi riprese in questa nostra notizia del dicembre 2025 e sulla rivista mensile, ma ora i risultati della ricerca sono oggetto di una ulteriore e più approfondita sistemazione, che tiene conto dei più recenti sviluppi del dibattito politico in merito al concetto di benessere a scuola, che gli insegnanti devono coltivare nell’interesse degli alunni e anche del proprio: decisivo è oggi il rapporto con la tecnologia: “digitale, social e Intelligenza artificiale sono visti come supporti utili, ma i docenti ne percepiscono chiaramente i rischi legati all’interferenza con l’apprendimento e alla potenziale alienazione sociale. Se Socrate usava la piazza per il dialogo, i docenti moderni cercano un oikos fisico e mentale sicuro per coltivare le relazioni umane, sottraendo gli studenti alla solitudine indotta dal rapporto esclusivo con le macchine”.
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