Nuove Indicazioni per i licei/1. Si accende il dibattito

La Flc Cgil ha partecipato, insieme ad altri sindacati della scuola, all’incontro con la Commissione Perla per l’esame della bozza di Nuove Indicazioni per i licei presentando un proprio dettagliato documento, articolato in diversi punti, tutti molto critici ma anche più argomentati rispetto ad altre occasioni di confronto.

Il primo tema affrontato ha carattere metodologico e riguarda la mancata spiegazione, da parte del Ministro, delle motivazioni per cui si è ritenuto di procedere alla revisione delle Indicazioni del 2010 senza un confronto e coinvolgimento attivo di coloro che in questi anni hanno “trasformato le elaborazioni contenute nelle Indicazioni nazionali in progettualità e azione educativo-didattica”: una  operazione autoritaria, top-down – secondo il sindacato della Fracassi – già posta in essere per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo e che viene riproposta ora anche per la revisione dei piani di studio dei licei, e indirettamente anche degli altri percorsi di istruzione secondaria superiore, quelli tecnici e professionali.  

Nel merito, “già dalle prime pagine appare chiaro, quasi perentorio il ripensamento strutturale della funzione formativa del liceo e del rapporto tra discipline e tra scuola e società” e il liceo viene presentato “come il percorso principe dell’istruzione secondaria di secondo grado”, l’unico capace di sviluppare negli alunni “la capacità di interrogare criticamente la complessità”, “capacità che dovrebbero diventare patrimonio di ogni adolescente in uscita dal percorso scolastico” e non viene invece riconosciuta agli studenti degli istituti tecnici e dell’intera filiera tecnologico-professionale, “curvata sui bisogni formativi dell’impresa”. “È la visione di scuola di un classismo moderno”, si legge nel documento.

Viene infine denunciata “l’uniformità degli esperti sia per quanto riguarda la provenienza politico-culturale che il profilo professionale, essendo in gran parte docenti universitari di pedagogia generale, mentre pochissimi sono gli esperti di didattica delle discipline”. Per la verità questo rilievo può essere forse riferito alla Commissione centrale, formata in effetti solo da pedagogisti (già notata e spiegata da Tuttoscuola in questo articolo), non certo alle 17 sotto-commissioni disciplinari, nelle quali hanno operato oltre cento esperti, quasi tutti docenti o dirigenti scolastici.

L’incontro con la Commissione dunque, almeno per la Flc Cgil, non è stata, e non poteva essere, un’occasione di confronto nel merito delle nuove Indicazioni, anche se il documento presentato era intitolato “Contributo della Flc Cgil” ai lavori della Commissione di studio, e infatti viene specificato chiaramente che esso “non risponderà a nessuna delle domande suggerite”.

Indisponibilità assoluta? Non è detto, almeno sulla carta, perché il documento si conclude così: “La scrivente organizzazione sindacale chiede un incontro urgente con il ministro Valditara, con il Capo Dipartimento dott.ssa Carmela Palumbo e con il Direttore Generale per gli ordinamenti dott.ssa Antonella Tozza, per un confronto sulle problematiche politiche e organizzative sottese alla revisione delle Indicazioni nazionali”. Certo, “confronto” non significa “dialogo”…

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