Stabilizzazione precari: dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea, la Flc Cgil avvia un’azione legale
Con la sentenza del 13 maggio 2026 nella causa C-155/25 la Corte di Giustizia europea ha condannato l’Italia per abuso sistematico dei contratti a termine ai danni del personale ATA.
I giudici europei hanno accertato che il sistema di reclutamento italiano viola la Direttiva 1999/70/CE, poiché non prevede tetti massimi alla durata dei contratti, utilizza personale supplente per coprire vuoti d’organico strutturali, senza ragioni oggettive e non garantisce procedure concorsuali regolari.
Un passaggio importante della sentenza riguarda le graduatorie ATA 24 mesi, utilizzate per le immissioni in ruolo del personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
Per accedervi è necessario attualmente avere maturato almeno due anni di servizio; ma, proprio per questo, la Corte ha ritenuto che il meccanismo rischia di incentivare il precariato, perché collega la possibilità di stabilizzazione proprio all’accumulo preventivo di contratti a termine.
Secondo i giudici di Lussemburgo, infatti, il sistema italiano non prevede limiti adeguati né alla durata complessiva dei contratti a termine, e nemmeno limiti al numero dei rinnovi dei contratti a tempo determinato. In questo modo, il ricorso alle supplenze può proseguire anche su esigenze che non sono temporanee, ma legate al funzionamento ordinario delle istituzioni scolastiche.
La sentenza ha respinto anche il richiamo generico alla flessibilità organizzativa della scuola: secondo la Corte, infatti, la normativa italiana non individua condizioni precise e concrete che giustifichino il ricorso ripetuto ai contratti temporanei e non garantisce procedure concorsuali regolari per l’assunzione di personale ATA.
Per la FLC CGIL si tratta di una pronuncia importante che riguarda oltre 60 mila precari ATA.
A fronte di questo pronunciamento, lo stesso sindacato annuncia l’avvio di una ampia e capillare campagna vertenziale su tutto il territorio nazionale, con un’azione legale rivolta sia al personale ATA che al personale docente per imporre al Governo, tra l’altro, “l’avvio immediato di un piano straordinario di stabilizzazione per gli oltre 300.000 lavoratori precari che garantiscono ogni giorno il funzionamento delle scuole italiane”. Un numero monstre, sul quale torniamo nella prossima notizia.
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