Indicazioni Nazionali per i Licei/1. Pronta la bozza, al via la consultazione

Il MIM ha reso nota la bozza definitiva delle Indicazioni Nazionali per i Licei (qui la scheda di presentazione del documento e qui il testo integrale).

La Commissione, sempre presieduta dalla pedagogista Loredana Perla (che aveva guidato anche la Commissione che aveva redatto le Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo) ha proceduto alla revisione delle Indicazioni nazionali solo per i Licei, rinviando quella delle Linee Guida per gli Istituti Tecnici (il cui ordinamento risale al D.P.R. 15.03.2010) e degli Istituti Professionali (riordinati col D.M. n. 766 del 23 agosto 2018) a quando sarà possibile valutare l’esito delle innovazioni introdotte dalle sperimentazioni in tali ordini di studi (con particolare attenzione per il percorso 4+2).

Il numero totale degli esperti coinvolti nella definizione delle Indicazioni è rilevante: tra coordinatori e specialisti disciplinari (particolarmente numerosi per discipline STEM e per la musica) si tratta di 180 persone: molti, anche se meno delle 350 che hanno lavorato nella Commissione Brocca (1988-1992) e delle 272 nominate da De Mauro (2000-2001). Entrambe però impegnate nella riforma, oltre che dei liei, anche degli istituti tecnici.

Da notare che tutti i componenti della Commissione centrale (8, compresa la coordinatrice Perla, il suo vice Francesco Magni, e gli altri 6 membri) sono pedagogisti, quasi a evidenziare l’importanza se non la preminenza della dimensione didattica e relazionale rispetto all’aggiornamento dei contenuti disciplinari, che infatti – salvo che per Storia e Geografia, che tornano ad esse materie distinte, per le STEM (educazione integrata matematico-scientifico-tecnologica) e per la novità assoluta dell’Intelligenza artificiale – non subiscono cambiamenti significativi.

La preoccupazione per la dimensione pedagogico-relazionale, riferita non solo ai licei ma a tutta la fascia d’età coinvolta nei diversi percorsi di istruzione secondaria superiore, emerge con chiarezza nel passaggio della “Premessa culturale generale” nel quale si legge che “Con una formula sintetica si può dire allora che la scuola secondaria superiore, in quanto scuola dell’adolescenza, è il tempo della costruzione della soggettività giovanile”. Una affermazione, questa, che riguarda non solo gli studenti dei licei ma tutti i giovani di quella fascia d’età, compresi quelli degli istituti tecnici e professionali. Tutti licei, allora? Un’ipotesi, probabilmente allo studio, di cui parliamo nella notizia successiva.

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