Maturità 2026, già al via le sostituzioni nelle commissioni

Mancano ancora le prove scritte, ma in diverse realtà territoriali gli Uffici scolastici sono già impegnati in una delle attività meno visibili e più delicate dell’esame di Stato: la sostituzione di presidenti e commissari esterni che, per motivi documentati, non potranno prendere parte ai lavori delle commissioni.

Un fenomeno che si ripresenta ogni anno e che richiede interventi rapidi per garantire il regolare svolgimento delle operazioni preliminari e delle successive prove d’esame. Le riunioni plenarie rappresentano infatti il primo passaggio fondamentale per l’avvio della maturità e la presenza di tutti i componenti della commissione è essenziale per assicurare la piena operatività dell’organo collegiale.

La partecipazione agli esami è un obbligo di servizio

L’Ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 è chiara: la partecipazione ai lavori delle commissioni d’esame rientra tra gli obblighi connessi alle funzioni proprie dei dirigenti scolastici e del personale docente.

Ciò significa che presidenti e commissari designati non possono rinunciare all’incarico per scelta personale. Sono ammesse esclusivamente situazioni di legittimo impedimento, adeguatamente documentate e accertate dall’amministrazione competente.

Una precisazione che richiama il carattere istituzionale dell’esame di Stato, momento conclusivo del percorso scolastico e passaggio che coinvolge ogni anno centinaia di migliaia di studenti.

Il ruolo degli Uffici scolastici nella ricerca dei sostituti

Quando l’assenza riguarda un presidente di commissione o un commissario esterno, la competenza per la sostituzione spetta all’Ufficio scolastico regionale, che opera attraverso le proprie articolazioni territoriali.

In queste settimane gli uffici stanno contattando docenti e dirigenti inseriti negli elenchi delle disponibilità, spesso con tempi molto stretti. Le comunicazioni avvengono attraverso posta elettronica, contatti telefonici o tramite le scuole di titolarità, con la richiesta di una presa di servizio immediata per consentire il regolare avvio delle attività.

L’obiettivo è evitare ritardi o criticità nella costituzione delle commissioni, garantendo la presenza di tutte le figure previste dalla normativa già dalle prime fasi dell’esame.

Più semplice la sostituzione dei commissari interni

Diversa è la situazione per i commissari interni. In questo caso la sostituzione viene gestita direttamente dal dirigente scolastico dell’istituto, che individua un altro docente della stessa disciplina all’interno della scuola.

Si tratta generalmente di un’operazione più agevole, grazie alla presenza di insegnanti che possono garantire continuità rispetto al lavoro svolto durante l’anno scolastico e alla conoscenza del percorso degli studenti.

La normativa prevede inoltre una regola precisa: se l’assenza del commissario interno supera un giorno, la sostituzione diventa definitiva per tutta la durata delle operazioni d’esame. Il docente nominato subentra quindi stabilmente nel ruolo di commissario fino alla conclusione della maturità.

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