La vita inutile. Dopo la polemica scatenata dalla frase di Massimo Giannini

Sull’indignazione scoppiata sui social e sui media per la frase dell’editorialista di Repubblica Massimo Giannini, martedì 5 maggio, nella trasmissione ‘Di Martedì’ su La7, senza voler fare polemica, preferiamo ricordare quanto scritto da un redattore di Tuttoscuola, Sergio Govi, in “Ricominciare – I primi mesi della mia nuova vita” (qui il link per conoscere in una breve e apprezzata lettura quella sua particolare esperienza di vita). 

In particolare, Govi scriveva durante il suo ricovero in ospedale a seguito di un ictus:

Nessuno è indispensabile

Visita dei parenti. Intorno a Leo, il mio vicino di camera, ci sono diverse persone che lo incoraggiano e gli testimoniano amicizia e affetto. Non bado molto a quel che dicono, ma non posso non ascoltare una frase che un visitatore rivolge a Leo, forse nel tentativo di fargli coraggio. Leo – dice – Nessuno di noi è indispensabile.   

È un principio logico che in altri contesti sarebbe accolto come ovvio e oggettivo, ma qui quella frase sa troppo di rassegnazione e va esattamente in direzione opposta a quanto ci stiamo dicendo tante volte in questi giorni.   

Attendo un po’, poi mi faccio coraggio e mi inserisco, rivolgendomi a Leo e al gruppo dei parenti: Scusate, non volevo ascoltare le vostre conversazioni, ma non ho potuto fare a meno di sentire quel che diceva quel signore a proposito del fatto che nessuno è indispensabile.

Sono sicuro che lo diceva a fin di bene, ma noi due, Leo, la pensiamo diversamente, vero?

Noi siamo indispensabili, forse un po’ meno di prima, ma siamo sempre indispensabili.

Lo saremo anche quando usciremo di qui.   

Siamo indispensabili per chi ci sta vicino, siamo indispensabili per quel che diciamo, per quel che pensiamo e per quello che, un po’ meno bene di prima, sappiamo ancora fare.

Siamo indispensabili perché ci siamo, perché esistiamo.

Gli altri hanno ancora bisogno di noi, se non altro, per volerci bene.

È anche per questo, vero Leo? che noi vogliamo guarire o, almeno, avvicinarci a come eravamo prima. Noi siamo indispensabili.

Un altro passaggio di “Ricominciare” di Govi sulla stessa lunghezza d’onda:

Le tirocinanti e il grillo parlante

In palestra, durante i miei esercizi per la riabilitazione, incontro due giovani ragazze che si preparano ad iniziare il tirocinio nel primo anno di formazione universitaria per fisioterapisti.

Con i tirocinanti ho una certa familiarità; ne ho incontrati altri nei giorni scorsi e per loro mi sono prestato volentieri a test di verifica e di controllo.

Queste due ragazze, al primo giorno di tirocinio, sono un po’ timide e impacciate quando me le presentano: visi freschi, puliti, sorridenti, giovani e simpatici, una bella presenza.

Chiedo loro il motivo della scelta di questa professione. Mi rispondono, convinte, che hanno scelto quel lavoro perché consente di stare vicino alle persone.

Esprimo apprezzamento per questa motivazione e aggiungo alcune mie considerazioni: “È una scelta importante che vi fa onore, ma ricordatevi che, quando sarete al lavoro in un ospedale come questo, i ricoverati che incontrerete saranno quasi sempre persone anziane.

Sono persone malate, a volte incapaci di esprimersi; possono sembrare rottami umani, intontiti, inebetiti. Ricordatevi, però, che sono persone che hanno dentro una loro dignità. Da rispettare, sempre e comunque. Sono persone che prima hanno avuto una vita piena, normale, come la vostra. Nell’avvicinarvi, abbiate tanto rispetto per la loro dignità.

Per approfondimenti:
Ricominciare, i primi mesi della mia nuova vita, di Sergio Govi

© RIPRODUZIONE RISERVATA