CCNL scuola, riparte la partita della parte normativa: formazione e inclusione al centro del confronto

Dopo la firma dell’ipotesi di accordo sulla parte economica del CCNL “Istruzione e Ricerca” 2025-2027, con aumenti medi lordi pari a circa 137 euro mensili (e arretrati stimati tra 815 e 1.250 euro), si apre ora una fase altrettanto delicata: quella della revisione della parte normativa del contratto. I prossimi incontri tra ARAN e sindacati sono stati fissati per il 12 e il 26 maggio e si annunciano tutt’altro che semplici. Sul tavolo non ci sono soltanto aspetti tecnici o procedurali, ma temi che incidono direttamente sul funzionamento quotidiano delle scuole: relazioni sindacali, organizzazione del lavoro, welfare contrattuale, profili professionali ATA, valorizzazione delle figure di sistema, mobilità, formazione in servizio e gestione delle attività collegiali.

Sempre più chiaramente emerge anche il tema della formazione in servizio dei docenti, che il legislatore definisce da anni “obbligatoria, permanente e strutturale”, ma che continua a scontrarsi con un quadro contrattuale rimasto in parte ancorato a logiche organizzative del passato.

Proprio su questo punto Tuttoscuola pubblica sul proprio sito un intervento del dirigente scolastico Fabio Cannatà, che invita a non sprecare l’occasione del rinnovo contrattuale per rendere finalmente coerenti norme, organizzazione del lavoro e obiettivi strategici della scuola italiana.

L’articolo mette in evidenza una contraddizione ormai evidente: la formazione dei docenti viene continuamente indicata come leva decisiva per migliorare la qualità dell’istruzione, sostenuta anche da ingenti investimenti pubblici, ma il contratto continua a collocarla dentro gli spazi residuali delle attività funzionali all’insegnamento. In pratica, le ore dedicate alla formazione devono spesso contendersi il tempo disponibile con collegi docenti, consigli di classe e GLO per l’inclusione, dentro il rigido schema delle “40 + 40 ore”.

È un nodo che riguarda direttamente la qualità della scuola. Perché formazione e inclusione sono ormai considerate priorità strategiche da qualsiasi governo, ma rischiano di restare obiettivi proclamati più che realmente praticabili se il contratto non costruisce condizioni organizzative coerenti.

Non è la prima volta che Tuttoscuola richiama l’attenzione su questo tema. Già nell’articolo “Rinnovo CCNL parte normativa: un suggerimento” avevamo evidenziato (con riferimento in particolare alle frazioni orarie non recuperate, non si sa perché) come il nuovo contratto rappresenti un’occasione importante per ripensare il funzionamento delle scuole, evitando che il rinnovo normativo si riduca a un semplice aggiornamento burocratico.

Il rischio, infatti, è che la trattativa finisca schiacciata soltanto su aspetti rivendicativi o amministrativi, senza affrontare una domanda decisiva: quali condizioni servono davvero oggi per permettere alle scuole di funzionare meglio e per rendere la professione docente più attrattiva?

È una questione che attraversa tutto il dibattito contrattuale. Da una parte sindacati e personale rivendicano giustamente il recupero salariale dopo anni di perdita del potere d’acquisto; dall’altra emerge sempre più chiaramente la necessità di ridefinire tempi, spazi e riconoscimenti professionali dentro una scuola che negli ultimi anni ha visto crescere enormemente carichi burocratici, richieste formative, responsabilità educative e adempimenti legati all’inclusione.

Negli articoli proposti (sotto i relativi link) emerge anche un altro tema cruciale: la necessità di superare la logica implicita del “poco stipendio-pochi obblighi”, che negli anni ha finito per frenare qualsiasi serio investimento organizzativo sulla professionalità docente. Una riflessione che riguarda non soltanto il contratto, ma il modello stesso di scuola che il Paese intende costruire nei prossimi anni.
La definizione della parte normativa del contratto rappresenta un’occasione da non perdere per affrontare con visione lungimirante alcuni nodi da troppo tempo irrisolti.

Per approfondimenti:

Rinnovo CCNL parte normativa: opportunità per far funzionare meglio le scuole
Rinnovo CCNL parte normativa. Un suggerimento

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