Riforma Istituti Tecnici, la Flc Cgil minaccia scioperi

 “Le indicazioni contenute nel recente documento ministeriale ‘Primi orientamenti per la progettazione curricolare’ smentiscono nei fatti le rassicurazioni che il Ministero dell’Istruzione e del Merito aveva fornito alla Flc Cgil nell’incontro dello scorso 8 luglio. Il testo va in direzione opposta a quanto concordato, azzerando ogni prospettiva di revisione del curricolo e negando il ripristino delle ore sottratte dal DL 144/2022”. È quanto sostiene la Flc Cgil in una nota pubblicata sul suo sito.

Secondo il sindacato il testo (un corposo e argomentato documento di 27 pagine) “smentisce le promesse sulle quote di autonomia oraria, che dovevano servire a reintegrare il monte ore delle discipline per evitare soprannumerarietà e personale perdente posto”. Nel mirino della Flc stanno “concetti quali ‘co-progettazione’, ‘autonomia’ e ‘flessibilità territoriale’” con i quali, “si smantella l’identità nazionale dell’istruzione tecnica, si frammenta il biennio unitario e si trasformano gli istituti in ‘Hub di innovazione’ al servizio dei bacini produttivi di riferimento. Viene così mortificata la funzione formativa della scuola e vengono precarizzati i percorsi didattici degli studenti”.

In pratica vengono contestate tutte le novità rivolte a rendere più flessibile il “curricolo di istituto”, in modo da renderlo “più aderente ai contesti sociali e produttivi del territorio”. Operazione che secondo la Cgil comporta la riduzione degli Istituti Tecnici “a centri di addestramento per le imprese”, e contro la quale il sindacato indirà dal 15 settembre al 15 ottobre, una campagna nazionale di assemblee negli Istituti tecnici. Con l’obiettivo, a quanto si deduce dalla nota della Flc, di ripristinare i tradizionale ordinamenti degli Istituti tecnici quinquennali, in pratica quelli della riforma Gelmini del 2010.

Si tornerebbe, per esempio, alla vecchia disciplina del disegno tecnico nel biennio, che invece il documento ministeriale intende modificare, declinando il secondo anno (TTRG–Tecnologie e Tecniche di Rappresentazione Grafica) in funzione dell’indirizzo “per garantire una naturale e progressiva continuità didattica verso il triennio di specializzazione”. L’obiettivo, spiega il documento, è quello di migliorare la “propedeuticità sequenziale” della disciplina nei diversi indirizzi, anche in funzione dei fabbisogni professionali delle imprese.

Una scelta, com’è noto, non condivisa da chi – come il nostro collaboratore Valerio Ricciardelli – ritiene che la riforma non deve guardare agli interessi contingenti delle aziende ma a quelli strategici, di medio-lungo periodo, del sistema economico italiano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA