Franz Di Ciocco: ‘Sogno una scuola che insegni ai giovani il valore della civiltà, del rispetto e dell’amore verso la biodiversità’
Di Sara Morandi
Franz Di Cioccio, cantante e batterista della leggendaria band italiana PFM – Premiata Forneria Marconi, è il protagonista di questa intervista. Con uno stile inconfondibile che unisce la potenza del rock, la complessità del progressive e la raffinatezza della musica classica, PFM è riuscita a creare un’identità musicale affascinante e unica nel suo genere. Durante ogni concerto, la band riesce a mantenere una freschezza espressiva, grazie alla perfetta intesa tra i musicisti, che con maestria e passione propongono variazioni capaci di rendere ogni serata un’esperienza indimenticabile.
La recente tournée “Doppia Traccia” ha dimostrato ancora una volta l’abilità di PFM nel coniugare due mondi musicali che da anni affascinano i fan. Ogni spettacolo è stato diviso in due parti: la prima ha celebrato i grandi successi della band, mentre la seconda ha reso omaggio a Fabrizio De André, con cui PFM ha condiviso un sodalizio storico. La capacità di bilanciare questi due repertori dimostra la continuità e la versatilità della band, che continua a essere una delle più influenti nel panorama musicale internazionale.
Quando si immagina una scuola dei sogni per i giovani, Franz Di Cioccio sottolinea l’importanza della disciplina, non solo nella musica ma anche in altre attività come la danza e la ginnastica. Queste discipline insegnano impegno e costanza, valori fondamentali nella formazione personale e professionale. Inoltre, Franz crede fermamente nel valore della civiltà, del rispetto e dell’amore verso la biodiversità, principi che ritiene essenziali per costruire un futuro migliore e permettere alle nuove generazioni di dare il meglio di sé.
La vostra musica è una fusione di rock, progressive e classica. Come riuscite a mantenere questa combinazione fresca e innovativa durante ogni concerto?
“Durante i nostri concerti cambiamo sempre qualcosa, ed è proprio questo uno degli aspetti che ci entusiasma di più. Ci piace lasciare spazio all’improvvisazione e a nuove sfumature, così ogni serata assume un’identità diversa. I nostri show non sono mai uguali l’uno all’altro, ed è questa continua evoluzione a mantenerli vivi e sempre stimolanti”.
Il tour “Doppia Traccia” offre un’esperienza unica, unendo i vostri successi con le canzoni di Fabrizio De André. Come riuscite a bilanciare questi due mondi musicali durante le vostre esibizioni?
“Sono due mondi musicali diversi, ma non così distanti come potrebbe sembrare. Gli arrangiamenti che abbiamo scritto per Faber portano chiaramente il marchio PFM: l’humus musicale è lo stesso, così come il nostro modo di interpretare la musica. È proprio questa continuità a creare un equilibrio naturale tra i due repertori”.
Avete collaborato con artisti leggendari come Fabrizio De André. Qual è stato l’insegnamento più importante che avete appreso da queste collaborazioni storiche?
“Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con tantissimi grandi artisti e da ognuno abbiamo imparato qualcosa di prezioso. Faber, in particolare, ci ha insegnato l’importanza dei testi e del loro significato, ma ogni collaborazione ci ha lasciato un’esperienza diversa che ha contribuito alla nostra crescita artistica e personale”.
Immaginando una scuola dei sogni per i giovani: quali elementi fondamentali dovrebbe avere per supportarli ad affrontare un mondo in continua evoluzione?
“Una scuola che insegni prima di tutto la disciplina. La musica, la danza, la ginnastica e tutte le attività che richiedono impegno e costanza sono discipline che aiutano profondamente nella vita e nella formazione della persona. E poi dovrebbe insegnare ai giovani il valore della civiltà, del rispetto e dell’amore verso la biodiversità. Solo educando le nuove generazioni a questi principi forse riusciremo davvero a costruire un futuro migliore e a dare il meglio di noi stessi”.
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