In ricordo del ministro De Mauro/2. Di chi è la scuola?

La presenza al Palazzo della Minerva a Trastevere di Tullio De Mauro, succeduto al ministro Luigi Berlinguer, è durata poco più di un anno, dal 26 aprile 2000 all’11 giugno 2001, un tempo troppo breve per incidere sul sistema d’istruzione, già avviato abbondantemente all’innovazione da parte del suo predecessore (concorsone per il merito, riduzione della durata del primo ciclo d’istruzione, etc).

Sulla funzione della scuola e sulle prospettive per una sua innovazione da rivoluzione copernicana aveva comunque idee molto chiare, tanto semplici quanto difficili da attuare, come quella prospettata quando alla Luiss di Roma era stato invitato a presenziare ad un convegno per la conclusione del corso di formazione dei capi d’istituto diventati dirigenti scolastici.

Ospite d’onore, aveva assistito fin dall’inizio ai numerosi interventi, sorprendendo anche il rettore della Luiss che paventava un suo rapido commiato, come normalmente fanno molte persone di Governo che lasciano in anticipo, scusandosi per altri impegni istituzionali.

Lui no, era rimasto fino alla fine: mi avete invitato – aveva detto – e io sono qui, altrimenti non sarei venuto. Uno stile che lo ha sempre contraddistinto, da accademico e anche da ministro.

Alla fine, quando ha preso la parola, ha aperto con uno strano siparietto.

Voltandosi più volte sulla sua sinistra, aveva esordito con queste parole: “Mi aspetto che da un momento all’altro entrino qui, vicino al tavolo della presidenza, un bambino e una bambina”.

Si era interrotto, mentre la platea di centinaia di neo-dirigenti attendeva. “Eppure – aveva ripreso – dovrebbero esserci un bambino e una bambina”.

Poi, dopo un’altra breve pausa, aveva chiuso il siparietto in questo modo: “vedete, sono loro i padroni della scuola che voi dirigete. La scuola è degli alunni, non dei docenti e dei dirigenti. È per gli alunni e per le loro famiglie che la scuola vive ogni giorno; e ogni giorno tutto il personale scolastico opera nella scuola soltanto perché ci sono loro. Ricordatevelo: il personale della scuola è a servizio degli alunni. Senza di loro non ci sareste nemmeno voi. È questa la centralità della scuola”.

Da tuttoscuola.com: L’umanità di Tullio De Mauro, ricordo di un amico http://www.tuttoscuola.com/lumanita-tullio-de-mauro-ricordo-un-amico/