Manovra 2027, Valditara apre alla cancellazione dei tagli a docenti e ATA. I sindacati non si fermano: mobilitazione l’11 novembre

Il ministro annuncia l’intenzione di eliminare, durante l’iter parlamentare della legge di Bilancio, la riduzione di quasi 7mila posti prevista dal 2027/2028. Dopo l’incontro al MIM, la UIL Scuola si dice fiduciosa, ma chiede garanzie sulle risorse. CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS e ANIEF confermano le iniziative di protesta: «La scuola va rafforzata, non indebolita».

I tagli agli organici di docenti e personale ATA previsti dalla legge di Bilancio potrebbero essere cancellati. A prospettare un cambio di rotta è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che durante il Question Time alla Camera ha annunciato l’intenzione di intervenire sulla manovra nel corso dell’esame parlamentare. Un’apertura significativa, che arriva dopo le proteste delle organizzazioni sindacali, ma che per il momento resta un impegno politico, ancora da tradurre in una modifica del testo.

«Intendiamo lavorare affinché, durante l’iter parlamentare della legge di bilancio, la misura del taglio al personale scolastico possa essere eliminata», ha dichiarato Valditara.

Al centro della questione c’è la riduzione strutturale di quasi 7mila posti tra docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario, prevista a partire dall’anno scolastico 2027/2028. Una prospettiva che ha suscitato forti preoccupazioni nel mondo della scuola, soprattutto per le possibili ricadute sull’organizzazione degli istituti e sulla qualità del servizio.

La disponibilità del ministro a rivedere la misura rappresenta dunque un primo risultato del confronto avviato con le organizzazioni sindacali. Ma la partita resta aperta: occorrerà individuare le risorse necessarie e verificare che l’impegno si traduca effettivamente nella cancellazione dei tagli.

Valditara: «Lavoriamo per eliminare i tagli». Ma resta il nodo delle risorse

Nel suo intervento alla Camera, Valditara ha rivendicato gli investimenti realizzati dall’attuale governo nel settore dell’istruzione, respingendo le critiche sulla gestione degli organici.

Il ministro ha attribuito una parte rilevante delle precedenti riduzioni al governo Draghi, ricordando le scelte adottate quando alla guida del Ministero dell’Istruzione c’era Patrizio Bianchi. Ha inoltre sostenuto che le prime quattro leggi di Bilancio della legislatura abbiano determinato un incremento strutturale delle risorse per la scuola pari al 13,1% rispetto al 2022.

Tra i dati richiamati anche quelli relativi al reclutamento: secondo Valditara, il governo avrebbe finora assunto circa 206mila unità di personale, mentre per il prossimo anno scolastico sarebbero previste ulteriori 40mila assunzioni di docenti.

Numeri che il ministro utilizza per sottolineare l’impegno dell’esecutivo nei confronti del sistema scolastico. Resta però da distinguere il tema delle assunzioni da quello della consistenza complessiva degli organici: il reclutamento, infatti, può rispondere anche alla necessità di coprire posti lasciati vacanti e non comporta necessariamente un aumento delle dotazioni di personale.

È proprio su questo punto che si concentrerà il confronto parlamentare. L’annunciata volontà di cancellare la riduzione prevista dalla manovra dovrà trovare una copertura finanziaria e tradursi in disposizioni precise.

UIL Scuola dopo l’incontro con il ministro: «Fiduciosi, ma vigileremo»

Un primo segnale di apertura è arrivato anche dal confronto diretto tra il ministro e i rappresentanti della UIL.

«Il ministro Valditara si è impegnato a lavorare per trovare le risorse necessarie per annullare i tagli agli organici della scuola previsti dal disegno di legge di Bilancio», hanno dichiarato Ivana Veronese, segretaria confederale della UIL, e Giuseppe D’Aprile, segretario generale della UIL Scuola, al termine dell’incontro.

Il sindacato accoglie positivamente la disponibilità manifestata dal ministro, senza tuttavia considerare conclusa la vertenza.

«Abbiamo espresso al ministro tutta la nostra contrarietà ai tagli previsti dalla manovra. La scuola va rafforzata, non indebolita. Usciamo dall’incontro fiduciosi, ma continueremo a mantenere alta l’attenzione. Verificheremo che le risorse vengano effettivamente individuate e che i tagli siano cancellati. La scuola non si taglia».

Una posizione che chiarisce il punto centrale della mobilitazione: non basta una dichiarazione d’intenti, serve una modifica concreta della legge di Bilancio.

I sindacati confermano la mobilitazione: sit-in l’11 novembre e assemblee il 16

Intanto CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e ANIEF hanno annunciato una mobilitazione comune per chiedere la cancellazione delle disposizioni sugli organici.

Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 11 novembre a Roma, con un sit-in in piazza Vidoni, nei pressi del Ministero della Funzione Pubblica, dalle 14 alle 17. Nella stessa giornata, alle 11, è prevista una conferenza stampa presso l’Hotel Nazionale di piazza Monte Citorio.

La mobilitazione proseguirà lunedì 16 novembre, con assemblee sindacali in orario di servizio negli istituti scolastici di tutta Italia e interventi in diretta streaming dei leader nazionali.

A spiegare le ragioni dell’iniziativa sono Ivana Barbacci, Giuseppe D’Aprile, Elvira Serafini e Marcello Pacifico, rispettivamente alla guida delle quattro organizzazioni.

«Non possiamo accettare interventi che sottraggono risorse alle scuole, nel momento in cui sarebbe necessario attivare politiche di forte investimento», affermano i rappresentanti sindacali.

La preoccupazione non riguarda soltanto le condizioni di lavoro del personale. Secondo le organizzazioni, una riduzione degli organici rischierebbe di aggravare i carichi di lavoro, aumentare la precarietà e compromettere la capacità delle scuole di rispondere ai bisogni educativi, soprattutto nei territori caratterizzati da maggiori difficoltà sociali.

Meno studenti significa necessariamente meno personale?

È uno dei nodi più rilevanti del confronto sulla manovra. Il calo demografico e la conseguente diminuzione della popolazione scolastica possono giustificare una riduzione proporzionale degli organici?

Per i quattro sindacati la risposta è negativa.

«È un grave errore rispondere al calo demografico con un’equivalente riduzione del personale scolastico», sostengono, osservando che la diminuzione degli alunni non comporta automaticamente una riduzione delle esigenze organizzative, amministrative e gestionali degli istituti.

Una scuola con meno studenti, del resto, non ha necessariamente meno edifici da gestire, meno procedure amministrative da seguire o minori necessità di vigilanza e assistenza. Il tema assume particolare rilievo per il personale ATA, la cui presenza è legata anche al funzionamento quotidiano delle sedi scolastiche.

Per quanto riguarda i docenti, le organizzazioni sindacali indicano invece una possibile direzione alternativa: utilizzare il calo demografico come opportunità per ampliare il tempo scuola e rafforzare la personalizzazione della didattica, valorizzando anche gli interventi già avviati attraverso le risorse del PNRR.

È una questione che supera il confronto sui numeri della manovra. Se diminuisce il numero degli alunni, le risorse devono necessariamente diminuire oppure possono essere impiegate per migliorare le condizioni dell’apprendimento?

La risposta chiama in causa scelte di politica scolastica che riguardano l’inclusione, il contrasto alla dispersione e la possibilità di offrire maggiori opportunità educative nei territori più fragili.

Edilizia scolastica, Valditara rivendica oltre 14 miliardi di investimenti

Nel corso del Question Time il ministro ha richiamato anche gli interventi sull’edilizia scolastica, rivendicando investimenti complessivi superiori a 14 miliardi di euro, di cui oltre 5 miliardi di risorse nazionali.

Valditara ha inoltre annunciato una nuova programmazione di interventi, con un piano straordinario da un miliardo di euro di ulteriori risorse nazionali, al quale dovrebbe aggiungersi uno stanziamento di 650 milioni previsto dalla manovra per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici.

Si tratta, secondo il ministro, del più ampio piano di investimenti mai realizzato nel settore.

Anche in questo caso, tuttavia, è utile distinguere i diversi piani di intervento. Le risorse destinate agli edifici rappresentano una componente fondamentale per la sicurezza e la qualità degli ambienti di apprendimento, ma non sostituiscono quelle necessarie a garantire un adeguato numero di docenti e personale ATA.

Edifici più sicuri ed efficienti e organici adeguati rispondono a esigenze diverse, entrambe essenziali per il funzionamento del sistema scolastico.

Manovra, il confronto si sposta in Parlamento

Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se l’apertura annunciata dal ministro porterà a una modifica effettiva della legge di Bilancio.

Secondo il calendario parlamentare riportato, le audizioni sulla manovra sono previste dal 9 al 12 novembre, mentre il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato al 17 novembre, alle ore 18. Il successivo esame di ammissibilità delle proposte di modifica è previsto per il 23 o 24 novembre.

È in questa fase che dovrà essere affrontata la questione degli organici scolastici, individuando le eventuali coperture necessarie per eliminare la riduzione programmata dal 2027/2028.

L’attenzione delle organizzazioni sindacali resterà dunque concentrata sui passaggi parlamentari, mentre le iniziative dell’11 e del 16 novembre manterranno aperta la pressione sul governo.

La stessa disponibilità al dialogo, ribadiscono i sindacati, non esclude la mobilitazione. «La nostra iniziativa non nasce da motivazioni pregiudiziali, ma da una attenta valutazione di merito rispetto a contenuti della legge di bilancio per noi assolutamente inaccettabili».

Organici scolastici, una scelta che riguarda il futuro della scuola

La possibile cancellazione dei tagli rappresenterebbe un cambiamento importante rispetto alle previsioni iniziali della manovra. Ma il confronto aperto in questi giorni pone una questione più ampia: quale rapporto deve esserci tra andamento demografico, risorse disponibili e qualità dell’offerta formativa?

Per dirigenti scolastici, docenti e personale ATA, la consistenza degli organici non è soltanto una voce di bilancio. Incide sulla possibilità di organizzare le attività, garantire la continuità del servizio, gestire gli adempimenti amministrativi e rispondere ai bisogni degli studenti.

Per le famiglie, significa anche poter contare su una scuola capace di assicurare un’offerta educativa adeguata, senza che le difficoltà organizzative si traducano in una riduzione delle opportunità.

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