Divieto social, fermi tutti: l’Europa definirà regole comuni entro 12 mesi

In materia di accesso dei giovani ai social i Paesi europei procedono in ordine sparso. Qualcuno, come la Francia (dove però la legge va riscritta perché il Consiglio Costituzionale l’ha bocciata) e la Grecia (a partire dal 1° gennaio 2027), ha già deciso fissando il divieto fino all’età di 15 anni; altri, come Italia, Austria, Belgio, Slovenia e altri si accingono a farlo, con preferenze non uniformi (alcuni propendono per i 14 anni) e con regole diverse per l’accesso e il controllo parentale.

Un quadro di insieme confuso, che ha indotto la Commissione europea a intervenire chiedendo ai 27 Paesi membri dell’UE di sospendere per un anno qualunque intervento legislativo, nella prospettiva della implementazione dell’EU Kids Act, il progetto normativo approvato dalla stessa Commissione in data 17 settembre 2026 (qui un ampio resoconto dei suoi contenuti).

Il portavoce della Commissione competente in materia di “sovranità tecnologica” (Tech Sovereignty),

Thomas Regnier, ha annunciato che la Commissione ha deciso di rinviare di 12 mesi qualunque decisione relativa ai progetti di legge nazionali per evitare che essi contraddicano o comunque si discostino dalle regole comuni che Bruxelles intende varare in attuazione dell’EU Kids Act (Qui la sintesi in italiano di fonte europea).

La proposta ivi contenuta, per quanto riguarda l’età di accesso ai social prevede quanto segue:

– Chi ha meno di 13 anni non potrà accedere ai social. Potrà comunque utilizzare servizi di condivisione di video specificamente progettati per questa fascia di età attraverso un account gestito da un genitore o da un tutore.

– Chi ha 13 o 14 anni potrà utilizzare i social attraverso un mini account gestito da un genitore o da un tutore, con funzioni limitate e al massimo per un’ora al giorno.

– Chi ha da 15 anni in su potrà aprire e gestire il proprio account sui social.

La moratoria è “fondamentale per evitare una frammentazione del nostro mercato interno”, ha dichiarato Regnier. “Per salvaguardare il lavoro dei nostri co-legislatori, dobbiamo ora concentrarci sui negoziati relativi all’EU Kids Act”. Negoziati volti a “garantire un’efficace applicazione delle nostre norme”. Il riferimento è al Digital Services Act, il Regolamento europeo che è già operativo anche in Italia dal 7 febbraio 2024.

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