Dalla IA generativa alla IA agentica. Chi e come la può insegnare?
La rapidità con la quale si sviluppano sempre più avanzate applicazioni dell’intelligenza artificiale (IA) ha fatto un nuovo scatto avanti: dopo l’introduzione nel novembre 2022 di ChatGPT, il primo modello di IA generativa, cioè capace di generare testo rispondendo a domande, si vanno affermando a partire dal 2023-2024, crescendo con velocità esponenziale, modelli di IA agentica, cioè capaci di pianificare, progettare e agire in autonomia utilizzando diversi parametri e funzioni.
L’impiego di questi modelli di IA per così dire multitasking aumenta la produttività sui luoghi di lavoro, ed è per questo che molte aziende, per ora soprattutto americane, cercano sul mercato lavoratori con le competenze necessarie in materia di IA agentica. Competenze che però, almeno per ora, nemmeno negli USA sono insegnate a scuola perché i modelli operativi di IA agentica sono forniti “chiavi in mano” dalle imprese tech e dalle startup che li producono.
Da alcune ricerche recenti, citate in un interessante articolo di Eugenio Nunziata, comparso nel sito lavoce.info del 15 maggio 2026, risulta però che “nessun modello plug-and-play basta da solo” e che quando essi vengono gestiti da dipendenti già competenti nell’uso dell’IA le probabilità di successo sono più elevate rispetto a quelli imposti esclusivamente top-down. Va quindi ripensata l’organizzazione del lavoro: “il rischio maggiore non è rimanere indietro tecnologicamente, ma adottare l’IA senza ripensare l’organizzazione”. In scenari come quelli che si annunciano, “caratterizzati da elevata incertezza è necessario investire fin d’ora per sviluppare organizzazioni adattive, resilienti e anti-fragili. In definitiva, il futuro non sarà determinato dalla tecnologia in sé, ma dalla capacità delle organizzazioni di governarla”.
In alcune università americane, a partire dal MIT, l’IA agentica è oggetto non solo di ricerca ma anche di formazione di professionisti capaci di utilizzarla al meglio, e anche in Italia corsi di IA avanzata sono proposti dai Politecnici di Milano e Torino. Per quanto riguarda le scuole, finora esse sono state quasi solo utilizzatrici di sistemi chiavi in mano per automatizzare attività come la valutazione dei compiti, la registrazione delle presenze, la creazione di piani di lezione personalizzati, e alcune grandi aziende tech multinazionali come Google e Microsoft offrono anche corsi di formazione online per gli insegnanti.
Ma gli alunni? Le nuove Indicazioni nazionali per i licei dedicano attenzione all’argomento, e la legge 132/2025 chiama le scuole a nuove responsabilità in materia, con l’obiettivo fondamentale di puntare sullo sviluppo del pensiero critico per governare la tecnologia, in piena attuazione dell’AI Act europeo.
Per approfondimenti:
– Competenze digitali e scuola: il DigComp 3.0 rende improrogabile la revisione curricolare, articolo di Laura Biancato, coordinatrice scientifica del corso di Tuttoscuola su DigCompEDU.
– Bandi MIM: dalle risorse ai progetti concreti. Il supporto di Tuttoscuola per accompagnare le scuole
Scopri i corsi:
– IA per la scuola primaria: laboratori creativi e sicuri
– IA per la scuola secondaria: pensiero critico e interdisciplinarità
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