Le pratiche dialogiche a scuola

 Ciascuno occupa una posizione unica all’interno del proprio tessuto relazionale-  e nessun altro può occupare esattamente la medesima posizione. Per cui, ogni prospettiva è unica e diversa.
John Shotter 1993

Durante la IV Conferenza Internazionale sulle pratiche dialogiche “Getting Closer. Towards a New Human Alliances” che si terrà a Torino dal 12 al 14 ottobre, uno spazio importante sarà occupato dalle pratiche dialogiche in campo educativo, attraverso esperienze e ricerche realizzate e dialoghi tra operatori. Le pratiche dialogiche a scuola hanno larga diffusione nei Paesi del nord Europa e stanno diffondendosi anche nell’area del mediterraneo. L’approccio dialogico si è dimostrato utile come elemento di integrazione delle diverse metodologie educative, di integrazione e consapevolezza delle varie componenti facenti parte della comunità educante: studenti, famiglie, docenti, staff, dirigenti, ma anche come pratica che favorisce la interconnessione con il territorio di appartenenza. Inoltre le pratiche dialogiche risultano essere efficaci in ambito preventivo, nella anticipazione e risoluzione di casi “difficili” sia dal punto di vista dell’apprendimento (dispersione) sia per quanto concerne i comportamenti “problematici”… ma anche  la costruzione del gruppo-squadra che supera il concetto di classe, così come nella costruzione dei documenti fondamentali in cui scuola e comunità si riconoscono: PTOF, RAV, Regolamento di Istituto, Patto di Corresponsabilità. Inoltre le pratiche dialogiche favoriscono una nuova alleanza scuola-famiglia e permettono a tutti i docenti di riconoscersi in una pratica condivisa. La formazione dialogica in un tempo relativamente breve offre la possibilità di concreti miglioramenti dei processi educativi di insegnamento-apprendimento. Applicare l’approccio dialogico significa mobilizzare le risorse psicologiche sia delle persone direttamente coinvolte (compresi i docenti “coaches”) sia dell’intera comunità e rete sociale di riferimento, significa saper generare il dialogo. Significa ancora passare dalla scuola della risposta ala scuola della domanda. Dal paradigma del controllo e della paura a quello della partecipazione, dell’impegno e dell’intesa.

Tre condizioni per una scuola dialogica:

  1. ASCOLTARE: dimostrare sensibilità per l’intero “essere” dello studente – non soltanto per le sue capacità intellettuali;
  1.  RENDERSI CONSAPEVOLI: dei bisogni specifici delle persone (docenti e studenti) che stanno crescendo, del loro benessere la tecnologia aiuta, ad esempio la piattaforma “AVATAR” di cui parleremo prossimamente
  1.  ACCETTARE INCONDIZIONATAMENTE E RISPETTARE NELLA SUA UNICITÀ LA VITA DELLO STUDENTE. Questo è il requisito fondamentale.

La conferenza è aperta al coinvolgimento dialogico di dirigenti, staff, docenti, famiglie e studenti.

IUSTO Rebaudengo ha predisposto un corso di perfezionamento universitario sulle pratiche dialogiche per i servizi  pubblici  “www.gettingcloser.it Pubblic Coaching”