Obbligo scolastico dalla scuola dell’Infanzia: la situazione attuale

Obbligo scolastico dalla scuola dell’Infanzia: prima di parlare della situazione attuale è importante fare una premessa. Nella pubblicazione “Compulsory Education in Europe 2021/22 Eurydice – Facts and figures” sono riportate le situazioni relative all’obbligo scolastico di tutti gli Stati europei e le eventuali regioni autonome interne, compresi anche quelle non facenti parte dell’Unione. È un quadro esaustivo che evidenzia come siano soltanto due gli Stati che hanno previsto l’attivazione dell’obbligo a cominciare dai tre anni di età: Ungheria e Francia (sperimentale); tre a cominciare dall’età di 4 anni e 15 dal quinto anno. 

Quanto costerebbe introdurre l’obbligo nella scuola dell’Infanzia? Qui i calcoli di Tuttoscuola

Complessivamente in Europa circa la metà degli Stati e Regioni autonome ha introdotto l’obbligo scolastico dalla scuola dell’infanzia, limitandosi, tuttavia, quasi tutti, a prevederlo a decorrere dal quinto anno di età. In Italia la proposta di introdurre l’obbligo scolastico dalla scuola dell’infanzia non è nuova.

Alla fine degli anni ‘90 il ministro dell’istruzione Luigi Berlinguer aveva ipotizzato di anticipare l’obbligo scolastico a 5 anni, come inizio del primo anno della scuola elementare, per consentire di concludere l’intero percorso scolastico a 18 anni, ponendo i diplomati italiani in una condizione di parità con i coetanei europei in vista anche dell’accesso al mercato del lavoro.

La scuola dell’infanzia avrebbe perso, però, l’ultimo anno con una “decapitazione” che l’avrebbe snaturata. La proposta venne decisamente respinta. L’idea di ridurre di un anno l’intero percorso scolastico rimase, e il ministro successivo, Letizia Moratti, dopo varie ipotesi, introdusse la facoltà dell’iscrizione anticipata alla scuola elementare per i nati entro il 30 aprile.

Temendo che masse di potenziali anticipatari potessero svuotare l’ultimo anno della scuola dell’infanzia, il ministro Moratti estese l’anticipo di iscrizione al primo anno della scuola dell’infanzia come compensazione.

Nelle rilevazioni Education and training monitor 2020 la scolarizzazione dei bambini italiani di 4 anni di età sfiorava nel 2009 il 100% (99,8%), ma è andata gradualmente scendendo, fino a posizionarsi al di sotto dell’obiettivo del 95% di scolarizzazione fissato dall’Europa.

Obbligo scolastico dalla scuola dell’Infanzia: la situazione attuale

Il calo demografico, con un andamento che sembra irreversibile, sta colpendo, prima di ogni altro, il settore dell’infanzia che negli ultimi dieci anni ha perso oltre 380 mila iscritti, di cui più di 200 mila nella sola scuola paritaria.

La situazione attuale, destinata ad un’ulteriore erosione di bambini iscritti, è la seguente:

Il quadro d’insieme dei bambini iscritti in scuole statali e paritarie nelle aree del Paese rispecchia anche la storia di questo settore: preponderanza delle statali al sud e nelle Isole, maggioranza delle paritarie al nord.

Complessivamente, tra statali e paritarie, sono sostanzialmente di uguale entità gli iscritti del Nord Ovest e quelli del Sud.

La Campania è la regione con il maggior numero di iscritti in scuole statali, mentre è la Lombardia ad avere il numero maggiore di bambini in scuole paritarie; la stessa Lombardia, con oltre 214mila bambini iscritti nelle diverse tipologie di scuole dell’infanzia, è la regione con il maggior numero di bambini iscritti.

Obbligo scolastico dalla scuola dell’Infanzia. Gli anticipi

È opportuno ricordare che tra i bambini iscritti vi sono anche gli anticipatari, nati, cioè dopo il 31 dicembre dell’anno di riferimento e, comunque entro il successivo 30 aprile.

Nei dati qui registrati le annate regolari sono quelle dei nati entro il 31 dicembre negli anni 2018 (tre anni di età), 2017 (quattro anni) e 2016 (cinque anni), mentre i dati degli “anticipatari” sono relativi ai nati nel 2019 entro il 30 aprile. 

Mediamente nelle scuole statali sono il 4,8% con punte del 9% in Calabria e in Molise, e in complesso del 7,7% nelle regioni del Sud, mentre nelle regioni settentrionali non vanno oltre il 2,3%.

Nelle scuole paritarie mediamente gli anticipi sono il 5,2% con punte del 13,9% in Calabria, del 12,5% in Molise e di oltre il 9% nelle altre regioni del Mezzogiorno, con la Sardegna all’8%, mentre le regioni settentrionali non vanno oltre il 3,9%.

È di tutta evidenza che, in regime di calo demografico, gli anticipi servono a mantenere i livelli di occupazione nelle regioni e nelle gestioni maggiormente interessate al calo di iscrizioni.

Leggi tutti gli approfondimenti sull’obbligo scolastico dalla scuola dell’Infanzia:

– La scolarizzazione per Regione (rapporto tra bambini nati e iscritti alla scuola dell’infanzia)
– Gli effetti della scolarizzazione totale
– I costi dell’obbligo nella scuola dell’Infanzia

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