Milano 84: ‘Il sogno di una scuola davvero inclusiva, attenta alle neurodivergenze e al pensiero laterale’
di Sara Morandi
Il gruppo musicale “Milano 84” ha conquistato un posto speciale nella scena musicale italiana, reinterpretando sonorità del passato in chiave moderna. Con l’album “Ultradisco”, hanno omaggiato gli anni ’80, un’epoca che li ha sempre affascinati per la sua creatività. In questa intervista, esploriamo le influenze che hanno guidato il loro processo creativo, la collaborazione con l’artista LAISON e la loro visione su come la musica possa arricchire l’ambiente scolastico. I “Milano 84” immagina una scuola dei sogni inclusiva, che valorizzi le neurodivergenze e gli studenti con pensiero laterale, spesso i più creativi. Credono che la scuola dovrebbe coltivare questi talenti, poiché da loro potrebbero arrivare soluzioni per il futuro di tutti.
Quali influenze musicali del passato avete voluto reinterpretare nel vostro album “Ultradisco” e che cosa vi ha spinto a farlo?
“Se a scuola e ci avessero chiesto un argomento a piacere avremmo scelto sicuramente gli anni ’80. Ci hanno sempre colpito perché sono anni contraddittori ma anche molto creativi, sia nel pop con l’arrivo della elettronica applicata alla musica che – più in generale – per afflato culturale. Tutte queste suggestioni sono presenti in “Ultradisco” e, ancora di più, nella nostra più recente release, “Nostaljoy”, un ep dove ci siamo divertiti a re-immaginare alcuni pezzi cult degli 80s”.
Come si è evoluta la vostra collaborazione con LAISON? Quali elementi distintivi ha apportato al progetto?
“Con Alice (LAISON), collaboriamo ormai da diversi anni, sia live che in studio. Un rapporto che si è evoluto col tempo e ci ha portato – proprio per la lavorazione di “Nostaljoy”, dove tutti brani sono cantati da Alice – a coinvolgerla sempre di più, anche come compositrice e musicista. La sua impronta sarà sempre più evidente, soprattutto nei nuovi brani original che abbiamo in lavorazione ed usciranno a metà 2026″.
Secondo voi, in che modo la musica può arricchire l’ambiente scolastico e contribuire allo sviluppo creativo degli studenti?
“Molti studenti suonano, ad altri piace ascoltare la musica. Si tratta di una rara situazione in cui offerta e domanda s’incontrano. La scuola, intesa come spazio fisico e disciplinare, può essere fondamentale per momenti di condivisione, come i live, e di crescita. Al di là dei generi e dei gusti personali, la musica unisce sempre: una palestra attrezzata anche per live set e un buon impianto sicuramente possono aiutare”.
Come immaginate la scuola dei vostri sogni? Quali caratteristiche fondamentali dovrebbe avere per stimolare la creatività e la crescita personale degli studenti?
“Ci piace la scuola che riesce ad essere davvero inclusiva, soprattutto quando è attenta alle neurodivergenze e a quegli studenti che hanno il dono del pensiero laterale, non omologato. Spesso sono i più creativi, capaci di guardare le cose in maniera differente. La scuola dovrebbe valorizzarli, perché da una/uno di loro probabilmente arriveranno le soluzioni per il futuro di tutti”.
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