Intelligenza artificiale a scuola: il Consiglio dei Ministri approva il pacchetto di decreti preliminari

Il 10 giugno 2026 il Consiglio dei Ministri ha dato via libera in esame preliminare a due decreti legislativi attuativi della legge italiana sull’intelligenza artificiale, con un pacchetto che interessa settori chiave del Paese: dalla scuola e università alla pubblica amministrazione, dalla sanità alle professioni regolamentate, fino alla giustizia e agli investimenti industriali.

Il principio guida dei decreti è quello di un’IA “antropocentrica”: gli strumenti di intelligenza artificiale possono supportare decisioni, servizi, formazione e competitività, ma non possono sostituire la responsabilità umana né comprimere i diritti fondamentali dei cittadini.

Scuola e formazione al centro del progetto

Tra tutti i settori coinvolti, la scuola occupa un ruolo strategico. I decreti prevedono l’ingresso stabile dell’IA nei percorsi educativi, non solo come tecnologia da utilizzare, ma come oggetto di comprensione critica e formazione alla cittadinanza digitale.

Le principali misure per il mondo scolastico includono:

  • Aggiornamento delle Indicazioni nazionali del secondo ciclo per integrare le tecnologie avanzate e l’IA generativa nei percorsi di studio.
  • Inserimento dell’IA nell’educazione civica, con focus su etica, cittadinanza digitale e uso responsabile.
  • Rafforzamento delle competenze STEAM e dell’orientamento scolastico.
  • Formazione stabile dei docenti sui sistemi di IA, rischi di errore, bias, tutela dei dati e uso responsabile.
  • Comitati tecnico-etici territoriali, in rete per supportare le scuole.
  • Aggiornamento dei regolamenti di istituto, per un uso sicuro e verificabile dell’IA, coerente con i diritti fondamentali.
  • Fondo di 100 milioni di euro dedicato alla formazione dei docenti sui rischi di abuso di social media, piattaforme digitali e IA.
  • Coinvolgimento delle famiglie, in una logica di benessere digitale e protezione dei minori.

Oltre la tecnologia: la scuola come presidio educativo

Il messaggio dei decreti è chiaro: non basta insegnare l’uso tecnico dell’IA. La scuola deve diventare un presidio educativo contro dipendenze digitali, opacità algoritmica e forme di condizionamento dei minori. Gli studenti dovranno imparare a comprendere il funzionamento dei sistemi, valutarne gli output, riconoscerne limiti e rischi e utilizzarli in maniera trasparente e responsabile.

Tempi e passaggi necessari

Per il momento, le misure non sono operative: i decreti sono ancora in fase preliminare. Prima della loro entrata in vigore, serviranno:

  • parere delle Commissioni parlamentari;
  • confronto con la Conferenza delle Regioni;
  • valutazione delle Autorità competenti;
  • eventuali modifiche ai testi;
  • approvazione definitiva in Consiglio dei Ministri;
  • pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Solo dopo questi passaggi i decreti potranno tradursi in azioni concrete nelle scuole.

Dalla norma alla pratica quotidiana

L’adozione dell’IA in classe richiederà ulteriori strumenti operativi:

  • atti applicativi del Ministero dell’Istruzione e del Merito;
  • criteri chiari per la formazione dei docenti;
  • modalità precise di utilizzo dei fondi previsti;
  • costituzione effettiva dei comitati tecnico-etici;
  • aggiornamento dei regolamenti d’istituto;
  • linee guida per attività didattiche, compiti, verifiche e valutazione;
  • regole sulla protezione dei dati e materiali formativi per docenti, studenti e famiglie.

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