Intelligenza artificiale, nasce la campagna per tutelare l’intelligenza umana: ‘Serve trasparenza sui contenuti generati dall’AI’

L’intelligenza artificiale generativa sta cambiando il modo in cui si producono testi, immagini, contenuti e servizi. Ma come distinguere ciò che nasce dall’elaborazione umana da ciò che è stato realizzato, in tutto o in parte, da un sistema di AI? È la domanda alla base della nuova campagna promossa dall’Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Linguistica e Culturale (OSSMED), che ha lanciato lo Statement Pro Human Intelligence, una dichiarazione pubblica a tutela dell’intelligenza umana e della tracciabilità dei prodotti intellettuali.

L’iniziativa nasce dalla convinzione che la diffusione dell’intelligenza artificiale generativa imponga un ripensamento del rapporto tra uomo e tecnologia e, soprattutto, il diritto degli utenti a conoscere l’origine dei contenuti con cui entrano in contatto.

La richiesta: rendere riconoscibile il contributo dell’AI

Il cuore della campagna è una proposta semplice quanto ambiziosa: rendere esplicito quando un prodotto o un servizio è stato realizzato con il contributo totale o parziale dell’intelligenza artificiale.

Secondo Carlo Nofri, presidente di OSSMED e promotore dell’iniziativa, così come i consumatori chiedono etichette che rendano trasparente la provenienza degli alimenti, allo stesso modo dovrebbero poter sapere quale sia l’origine dei contenuti che alimentano conoscenze, opinioni ed esperienze culturali.

L’obiettivo non è contrapporre intelligenza umana e artificiale, ma garantire agli utenti gli strumenti per esercitare un discernimento consapevole.

Un tema che riguarda anche la scuola

Pur non essendo rivolta specificamente al mondo dell’istruzione, la campagna intercetta un dibattito sempre più presente anche nelle scuole e nelle università.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa da parte di studenti e docenti solleva infatti interrogativi che riguardano la valutazione degli apprendimenti, l’autorialità dei lavori scolastici, l’educazione al pensiero critico e lo sviluppo delle competenze digitali.

In questo contesto, la richiesta di maggiore trasparenza sui contenuti prodotti con l’AI si inserisce nel più ampio tema dell’educazione a un uso consapevole delle tecnologie digitali, oggi al centro delle riflessioni pedagogiche e delle politiche europee.

Il richiamo all’AI Act europeo

Nel presentare l’iniziativa, OSSMED richiama anche il quadro normativo europeo. In particolare, il Regolamento europeo sull’Intelligenza artificiale (AI Act), approvato nel 2024, che tra i propri principi introduce specifici obblighi di trasparenza per alcuni sistemi di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di consentire agli utenti di essere informati quando interagiscono con contenuti generati o manipolati dall’AI.

Il comunicato cita inoltre il tema del “discernimento”, richiamando l’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, pubblicata il 25 maggio scorso e dedicata alla custodia della persona umana nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

I primi firmatari

Lo Statement Pro Human Intelligence è stato elaborato da un gruppo di lavoro interdisciplinare e vede tra i primi firmatari esponenti del mondo accademico, della cultura, del giornalismo e delle istituzioni.

Tra questi figurano, tra gli altri, l’ex ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, il professor Emanuele Frontoni, docente di Informatica e tra i maggiori esperti italiani di intelligenza artificiale, la vicepresidente della Commissione Cultura della Camera Giorgia Latini, il presidente della stessa Commissione Federico Mollicone, oltre a linguisti, pedagogisti, sociologi, giuristi, editori e professionisti della comunicazione.

La dichiarazione è aperta all’adesione di cittadini, professionisti e istituzioni attraverso una raccolta di firme online promossa dall’Osservatorio, con l’obiettivo di alimentare il confronto pubblico su un tema destinato a incidere sempre di più anche sul mondo dell’educazione, della formazione e della produzione culturale.

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