Ddl Sicurezza, stretta sui danneggiamenti di gruppo: la nuova aggravante può riguardare anche gli atti vandalici nelle scuole
Il disegno di legge Sicurezza interviene anche sul reato di danneggiamento, introducendo un inasprimento delle pene quando l’azione è commessa da un gruppo di almeno cinque persone. La novità, contenuta nell’articolo 4 del provvedimento, modifica l’articolo 635 del Codice penale e, pur non facendo alcun riferimento esplicito agli edifici scolastici, potrebbe avere ricadute anche sugli episodi di vandalismo che interessano scuole e istituti di istruzione.
Più severe le sanzioni per i danneggiamenti commessi in gruppo
La disposizione introduce una nuova circostanza aggravante per il reato di danneggiamento di beni pubblici o destinati al pubblico servizio. Quando il fatto è commesso “da cinque o più persone riunite”, la pena prevista aumenta fino alla reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni, oltre a una multa che può arrivare a 15 mila euro. La modifica si inserisce nell’articolo 635 del Codice penale attraverso l’introduzione di un nuovo settimo comma dedicato proprio ai danneggiamenti di gruppo. Parallelamente, il disegno di legge aggiorna anche alcune disposizioni del Codice di procedura penale, estendendo alla nuova fattispecie le norme sull’arresto già previste per specifici casi di danneggiamento.
Nessuna norma ad hoc per gli istituti scolastici
Il testo del provvedimento non introduce misure specifiche dedicate alle scuole. Tuttavia, trattandosi di una modifica che riguarda in termini generali il reato di danneggiamento di beni pubblici o destinati al pubblico servizio, la nuova aggravante potrebbe trovare applicazione anche nel caso in cui a essere presi di mira siano edifici scolastici, aule, laboratori, palestre, arredi o altre strutture appartenenti agli istituti. Si tratta di un aspetto che interessa da vicino il sistema scolastico, soprattutto alla luce dei frequenti episodi di vandalismo che, in diverse realtà del Paese, comportano ingenti costi di ripristino, interruzioni delle attività didattiche e un impatto diretto sulla qualità degli ambienti di apprendimento.
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