Divieto social per gli under 15: da Macron all’Eu Kids Act di Von der Leyen. Ma i tempi?

Lo scorso 14 agosto il Consiglio costituzionale francese aveva bocciato la legge, voluta da Macron, che vietava l’accesso alle piattaforme social ai minori di 15 anni a partire dal 1° settembre 2026, rilevando che il divieto provocava un “danno sproporzionato alla libertà di espressione e di comunicazione”, e riconoscendo però “l’esigenza di proteggere l’interesse superiore del bambino”.

Macron ha chiesto quindi al governo del premier Sébastien Lecornu di riformulare il testo tenendo conto delle osservazioni del Consiglio costituzionale e del diritto europeo, puntando ad estenderne l’applicazione a livello comunitario.

A tale scopo, alla fine di agosto, Macron aveva scritto alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per chiederle di sostenere un testo dell’UE contenente “il divieto di accesso alle piattaforme dei social media per i minori di 15 anni” in tutta l’Europa comunitaria.

In effetti l’iniziativa del presidente francese ha avuto successo, perché Ursula von der Leyen nel suo intervento sullo “Stato dell’Unione” del 17 settembre ha annunciato la presentazione di un Regolamento (che è un atto giuridico obbligatorio per tutti gli Stati membri dell’UE), denominato Eu Kids Act, che contempla il divieto assoluto per le piattaforme di consentire l’accesso ai minori di 13 anni,  e forti limitazioni per la fascia d’età compresa tra i 13 e i 15 anni, tra cui un tetto di utilizzo massimo di un’ora al giorno sotto la responsabilità dei genitori (qui le linee della proposta di Regolamento in inglese).

Certo, bisognerà vedere quali saranno i tempi dell’entrata in vigore del Regolamento, il cui testo dovrà essere approvato non solo dal Parlamento europeo ma anche dal Consiglio europeo, formato dai capi di Stato o di governo di tutti i paesi dell’UE, dal suo presidente (attualmente António Costa) e dal presidente della commissione europea (Von der Leyen).

Anche in questo caso si evidenzia il rischio che l’Europa, un gigante dal punto di vista della sua capacità di definire norme giuridiche democratiche e garantiste a tutela dei diritti dei cittadini, mostri i suoi limiti operativi dal punto di vista politico: la mancanza di coesione e di meccanismi decisionali rapidi.

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