di Elsa Maria Bruni*
Non è stata una semplice presentazione editoriale. Il 20 maggio, nella Sala Matteotti della Camera dei Deputati, si è aperta una delle riflessioni più significative degli ultimi anni sul futuro educativo italiano. Al centro dell’incontro, promosso da ANPE con il sostegno di un parterre istituzionale, accademico e culturale di altissimo profilo, il volume “È suonata la campanella!” della pedagogista Paola Daniela Virgilio, pubblicato da Armando Editore nella collana ANPE.
INDIRE e l’Università Telematica degli Studi IUL, che ho rappresentato al convegno in qualità di Membro del CDA Indire e di Rettrice della IUL, hanno partecipato per testimoniare l’alleanza educativa con ANPE che si è concretizzata con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa per la valorizzazione della professione del pedagogista.
Il vero tema emerso durante l’evento è apparso subito più ampio: come costruire oggi una scuola capace di formare competenze trasversali reali, valutabili e spendibili nel futuro sociale e lavorativo delle nuove generazioni?
Un tema che ho a cuore e che considero fondamentale, soprattutto dopo l’approvazione da parte del Parlamento della Legge 22/2025, che
introduce in Italia la sperimentazione per lo sviluppo delle competenze non cognitive (soft skills) nei percorsi scolastici e formativi e che punta a migliorare il successo formativo degli studenti e a contrastare la dispersione scolastica.
Questo tema di ricerca è ora anche all’attenzione della IUL attraverso il Corso di Laurea Magistrale in Innovazione educativa e apprendimento permanente nella formazione degli adulti in contesti nazionali e internazionali – LM57, che sotto la mia guida svilupperà un percorso di ricerca per portare le competenze non cognitive nel contesto scolastico.
Non chiedersi come insegnare le competenze trasversali, ma come abitarle e interrogarsi sulle condizioni pedagogiche che ne rendono possibile l’emergenza, la stabilizzazione e la trasferibilità:
questi, ritengo, sono le condizioni di partenza per sviluppare le competenze trasversali. Sono esiti emergenti di processi formativi situati, che prendono forma all’interno di ambienti educativi intenzionalmente progettati.
La presenza e il supporto organizzativo dell’On. Maria Carolina Varchi, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati, insieme all’attenzione del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e alla partecipazione di autorevoli rappresentanti del mondo scolastico, universitario e della ricerca nazionale, ha confermato il peso crescente che il tema sta assumendo nell’agenda educativa italiana.
Accanto ad ANPE, un ruolo significativo è stato svolto da Tuttoscuola, da anni attenta ai processi di innovazione pedagogica e alla costruzione di nuovi modelli educativi centrati sulla persona, sulla valutazione e sulla qualità della scuola italiana.
Una presenza non formale, ma coerente con un percorso culturale che vede scuola, pedagogia e competenze trasversali sempre più intrecciate.
Molto interessante e da considerare una vera best practice è stato il lavoro presentato dalla pedagogista Paola Daniela Virgilio. Ho particolarmente apprezzato il fatto che il progetto sia nato da una lunga attività di ricerca e sperimentazione sviluppata direttamente nelle scuole.
È stato chiaro a tutti, infatti, l’importanza del lavoro che in rete hanno saputo portare avanti 55 istituzioni scolastiche italiane che hanno sostenuto il progetto, contribuendo alla costruzione di pratiche educative innovative basate sul Metodo Cantiere Pedagogico. Dal punto di vista pedagogico ritengo molto importante che la metodologia richiamata da questa sperimentazione utilizzi narrazione, stupore, meraviglia, partecipazione attiva ed esperienza immersiva come strumenti per sviluppare competenze relazionali, emotive e trasversali. Queste ultime non riguardano teoria astratta, ma pratica educativa osservata sul campo.
Un aspetto che negli anni ha attirato l’interesse anche di INVALSI che ha scrupolosamente analizzato la sperimentazione e partecipato direttamente anche all’evento romano, con il Presidente Roberto Ricci, oltre all’illustre presenza del Capo Dipartimento del Ministero dello Sport e dei giovani Giuseppe Pierro, che ha contribuito al convegno portando l’importanza della valorizzazione delle competenze non cognitive anche all’interno dei contesti informali e sociali.
Il nodo strategico delle competenze trasversali è all’attenzione del Ministero dell’Istruzione e del Merito che da mesi sta accelerando il lavoro proprio sulle competenze trasversali, considerate ormai centrali a livello europeo e internazionale.
Pensiero critico, problem solving, comunicazione, adattabilità, gestione emotiva e capacità relazionali sono oggi considerate decisive non soltanto per la scuola, ma per la competitività futura del Paese.
L’evento del 20 maggio, quindi, ha lasciato emergere un dato preciso: la pedagogia non può più essere considerata marginale rispetto ai processi di innovazione scolastica.
La sfida delle competenze trasversali riguarda direttamente il futuro economico, sociale e culturale del Paese.
Perché preparare gli studenti al mercato globale non significa soltanto aumentare conoscenze disciplinari, ma sviluppare capacità umane, relazionali e decisionali che determineranno la qualità della futura cittadinanza.
Per tutte queste ragioni, insieme a Maria Angela Grassi Presidente ANPE, porteremo avanti come Indire e come Università IUL percorsi di formazione e di ricerca affinché la scuola italiana sviluppi nuovi filoni pedagogici per affermare una nuova centralità educativa che ponga al centro la persona.
Una centralità, insomma, nella quale pedagogia, ricerca, valutazione e istituzioni sembrano oggi iniziare finalmente a parlare la stessa lingua.
*Rettore Università Telematica degli Studi IUL
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