Spazio alla felicità. L’esperienza decennale del liceo Parini di Seregno

Un documentario di 25 minuti, dedicato all’esperienza decennale realizzata dal Liceo Umanistico “Giuseppe Parini” di Seregno per iniziativa del suo Dirigente scolastico, prof. Giovanni Trezzi, sarà proiettato il 21 novembre 2026 presso l’auditorium del Comune di Seregno in occasione del convegno intitolato “Spazio alla felicità”.

Il titolo del documentario, realizzato da Filippo Grilli con la collaborazione di sette studenti, è “Nella scuola di chi vede. Dieci anni di Spazio Educativo al Liceo Parini Seregno”, e trae ispirazione da un racconto di H.G. Wells, ‘Nel paese dei ciechi’ (1904), nel quale – si legge nella scheda di presentazione dell’evento – “Un alpinista precipita in una valle abitata da una comunità di non vedenti e si crede destinato a dominarli, perché lui vede. Scopre invece che quella comunità vive pienamente secondo le proprie regole, e che è lui, con la sua presunzione di superiorità, a non saper ‘vedere’ davvero. Chi si crede vedente può essere il vero cieco. Il Liceo Parini vuole essere proprio questo: la scuola di chi vede”.

Dopo la proiezione del cortometraggio, introdotto dal prof. Trezzi, interverranno, oltre al sindaco di Seregno e a Elena Centemero, già parlamentare e ora dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Monza e Brianza, alcuni autorevoli pedagogisti – Luigi D’Alonzo, dell’Università Cattolica di Milano, Anna Granata, Raffaele Mantegazza e Franco Passalacqua dell’Università di Milano Bicocca, e Dario Ianes, dell’Università di Bolzano – chiamati a commentare e valutare l’originale modello pedagogico e organizzativo realizzato dal liceo Parini nelle sue tre articolazioni (Liceo delle Scienze Umane, Liceo Economico-Sociale e Liceo linguistico): un modello altamente inclusivo, ispirato alla zona di sviluppo prossimale dello psicologo Lev Vigotsky, che valorizza la dimensione della co-costruzione dei processi formativi basata sulla condivisione degli obiettivi.

Elevato anche il grado di interazione con le agenzie del territorio, dove gli alunni lavorano insieme agli ospiti dei CDD (Centri diurni per i disabili), dei CSE (Centri socio educativi), delle cooperative sociali (anche per favorire in futuro un eventuale inserimento lavorativo o stage/tirocinio), dei Centri anziani e così via anche con la metodologia della ricerca-azione.

Così lo spazio educativo si riempie di esperienze significative che sono anche “occasioni di confronto umano reciprocamente arricchente”.

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