Stipendi docenti, Valditara rivendica tre rinnovi contrattuali: ‘Recuperare il gap accumulato in 15 anni’
Tre contratti collettivi nazionali sottoscritti in meno di quattro anni e l’obiettivo dichiarato di restituire al personale della scuola “autorevolezza, dignità e riconoscimento professionale”. Giuseppe Valditara difende al Senato l’azione del Governo sul fronte delle retribuzioni e respinge le critiche sugli stipendi del personale scolastico, attribuendo l’attuale perdita di competitività anche ai lunghi periodi nei quali i rinnovi contrattuali sono rimasti fermi. L’occasione è stata il question time a Palazzo Madama, dove il ministro dell’Istruzione e del Merito ha risposto a un’interrogazione di Italia Viva sull’ipotesi di introdurre una quattordicesima per gli insegnanti, proposta sulla quale nei giorni scorsi era intervenuto più volte anche il leader di Iv, Matteo Renzi. “Questo Governo, fin dal suo insediamento, ha agito, con molteplici azioni, proprio per restituire autorevolezza, dignità e riconoscimento professionale al nostro personale scolastico”, ha affermato Valditara.
Valditara: tre contratti in meno di quattro anni
Il ministro ha concentrato la sua risposta soprattutto sui rinnovi contrattuali, presentandoli come uno degli elementi qualificanti dell’azione dell’esecutivo. “Ad oggi – ha sostenuto – questo è l’unico Governo che è stato capace di conseguire un risultato storico: la sottoscrizione di tre contratti collettivi nazionali in meno di quattro anni”. Secondo Valditara, si tratterebbe di una “netta discontinuità rispetto al passato”, dopo una lunga fase caratterizzata da blocchi e ritardi nei rinnovi. Il ministro ha richiamato, in particolare, il periodo compreso tra il 2009 e il 2018 e quello tra il 2019 e il 2022, durante i quali, secondo la ricostruzione proposta nel suo intervento, il personale scolastico sarebbe rimasto senza rinnovi contrattuali e con le retribuzioni ferme. Ed è proprio a questa lunga fase che Valditara riconduce una parte delle difficoltà salariali che ancora oggi interessano chi lavora nella scuola. “Se le retribuzioni del personale scolastico hanno perso competitività, è per via di questa inerzia di circa quindici anni”, ha sottolineato il titolare del Mim.
Il confronto politico sulla quattordicesima
La risposta del ministro arriva mentre il tema degli stipendi degli insegnanti torna al centro del confronto politico. Italia Viva ha portato in Senato la proposta della quattordicesima, sostenuta pubblicamente da Matteo Renzi, ponendo così nuovamente la questione del potere d’acquisto e del riconoscimento economico della professione docente. Valditara, tuttavia, ha rivendicato la strada seguita finora dal Governo e ha contrapposto alla proposta avanzata da Iv la politica dei rinnovi contrattuali e degli interventi che l’esecutivo intende portare avanti nel tempo. “Noi abbiamo mantenuto l’impegno preso: valorizzare sempre di più chi lavora per il futuro dei nostri giovani”, ha dichiarato.
Il ministro ha quindi assicurato che il Governo intende proseguire “con iniziative serie e durature, e non demagogiche e dal sapore elettoralistico”, con l’obiettivo di “recuperare un gap” che, a suo giudizio, ha penalizzato il comparto scuola negli anni precedenti.
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