Valditara traccia il bilancio di quattro anni: dagli stipendi alle nuove Indicazioni, i numeri e le riforme rivendicate dal ministro
Quattro anni di governo e un bilancio che, per il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, racconta una scuola interessata da interventi su più fronti: retribuzioni e assunzioni, contrasto alla dispersione, didattica, valutazione, istruzione tecnico-professionale, inclusione ed edilizia. In un video diffuso sui social, il titolare del MIM ha ripercorso le principali misure adottate dall’esecutivo Meloni, indicando il 4 settembre come «una tappa, non un punto di arrivo». Un rendiconto politico, dunque, costruito attorno a numeri e riforme che il ministro considera il segno del cambiamento impresso alla scuola italiana. Ma dietro le cifre si apre inevitabilmente un’altra questione: quale impatto stanno avendo, e avranno, questi interventi sulla quotidianità di studenti, famiglie e personale scolastico?
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Contratti e personale: Valditara rivendica gli aumenti
Uno dei capitoli sui quali il ministro insiste maggiormente è quello economico. Valditara rivendica la sottoscrizione di tre contratti collettivi del comparto scuola, definendola una circostanza senza precedenti, e indica aumenti medi che arriverebbero a 412 euro mensili per i docenti e a 304 euro per il personale ATA.
A questi interventi il ministro affianca l’assicurazione sanitaria gratuita destinata a oltre un milione di lavoratori della scuola e il piano delle assunzioni. Secondo i dati citati da Valditara, sarebbero oltre 206mila i precari assunti, considerando docenti e altro personale scolastico.
Numeri rilevanti, soprattutto in un sistema che da anni deve fare i conti con la precarietà. Resta però centrale il tema della continuità: non soltanto quanti ingressi in ruolo vengano realizzati, ma quanto le nuove procedure riescano a garantire alle scuole organici stabili fin dall’inizio dell’anno scolastico.
Dispersione scolastica, dal ministro il dato del 7,3%
Nel bilancio trova spazio anche la lotta alla dispersione. Valditara indica una riduzione dall’11,5% del 2022 al 7,3% del 2026, collegando il risultato anche agli interventi di Agenda Sud e Agenda Nord, finanziati complessivamente con oltre un miliardo di euro.
Sempre secondo le cifre illustrate dal ministro, circa 520mila giovani sarebbero stati riportati all’interno dei percorsi scolastici grazie alle misure messe in campo.
Un miglioramento riguarderebbe anche gli apprendimenti: la quota relativa alle competenze non raggiunte in italiano, matematica e inglese sarebbe passata dal 9,7% al 6,3%.
È probabilmente questo uno dei terreni sui quali la verifica dei risultati sarà più importante. Ridurre la dispersione significa infatti non soltanto trattenere gli studenti nel sistema di istruzione, ma intervenire sulle differenze territoriali e sociali e assicurare che alla frequenza corrispondano apprendimenti effettivi.
Dalla grammatica al latino: cosa cambia nella didattica
L’altro grande capitolo del bilancio riguarda la revisione dei percorsi didattici. Valditara richiama le nuove Indicazioni, con una maggiore attenzione a grammatica e sintassi, memorizzazione delle poesie, riassunto e calligrafia, oltre alla possibilità del latino nella scuola secondaria di primo grado.
Una scelta che ha alimentato il confronto nel mondo della scuola, chiamando direttamente in causa il rapporto fra conoscenze, competenze e metodi di insegnamento.
Nel quadro delle riforme il ministro inserisce anche le modifiche all’esame conclusivo del secondo ciclo, il ricorso all’intelligenza artificiale come supporto all’apprendimento, in particolare nell’area scientifica, e la filiera tecnologico-professionale “4+2”, che punta a creare un raccordo più stretto tra istituti tecnici e professionali, ITS Academy e mondo del lavoro.
Valditara cita inoltre il docente tutor: sarebbero 35mila gli insegnanti formati con l’obiettivo di accompagnare gli studenti e favorire una maggiore personalizzazione dei percorsi.
Condotta, sospensioni e rapporto con le famiglie
Nel bilancio del ministro rientra anche la revisione delle regole sulla condotta. Le sospensioni sono state ripensate prevedendo, in determinati casi, attività di approfondimento o di cittadinanza solidale, con l’intento dichiarato di attribuire alla sanzione una funzione maggiormente educativa.
Valditara richiama poi il tema del consenso informato delle famiglie per determinate attività scolastiche legate alla sessualità e quello della continuità didattica degli alunni con disabilità. Su quest’ultimo fronte, il ministro indica in circa 56mila gli studenti interessati dalla possibilità, prevista a determinate condizioni, di confermare il docente di sostegno a tempo determinato anche su richiesta della famiglia.
Una misura particolarmente delicata, perché incrocia due esigenze entrambe centrali: assicurare continuità agli studenti con disabilità e salvaguardare competenze, procedure e responsabilità professionali proprie dell’amministrazione scolastica.
Edilizia e sport: oltre 10mila scuole interessate dagli interventi
C’è infine il capitolo degli edifici scolastici. Il ministro parla di oltre 10mila istituti coinvolti in interventi di ristrutturazione e di un miliardo di euro destinato alle nuove palestre e al rilancio dell’attività sportiva.
In questo quadro Valditara colloca anche il ritorno dei Giochi della Gioventù, con l’obiettivo di attribuire maggiore spazio allo sport nella formazione degli studenti.
Il bilancio presentato dal ministro mette dunque insieme interventi già operativi, riforme ancora in fase di attuazione e risultati che dovranno essere verificati nel tempo. Ed è probabilmente qui che si giocherà la valutazione più significativa dei quattro anni rivendicati dal MIM: non soltanto sul numero delle misure approvate o sulle risorse stanziate, ma sulla loro capacità di produrre cambiamenti duraturi nelle classi e nelle scuole.
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