TFA sostegno XI ciclo, autorizzati oltre 30mila posti. Ma alle superiori il contingente è zero

Prende forma l’XI ciclo del TFA sostegno. Con la nota ministeriale del 14 aprile scorso, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha autorizzato complessivamente 30.241 posti per i percorsi di specializzazione destinati alla formazione dei docenti di sostegno per l’anno accademico 2025/2026.

Un numero consistente, che conferma ancora una volta quanto il sistema scolastico italiano continui ad avere un bisogno strutturale di insegnanti specializzati per l’inclusione. Secondo le stime più recenti, infatti, circa il 40% delle cattedre di sostegno continua a essere coperto da personale privo di specializzazione specifica.

La fase preliminare dell’iter si è conclusa oggi, 7 maggio: gli atenei avevano tempo dal 23 aprile per inserire nella banca dati del MUR le proprie proposte di attivazione dei percorsi.

Il dato che colpisce: zero posti per la secondaria di II grado

A suscitare particolare attenzione è però soprattutto un dato: nel riparto autorizzato dal Ministero non risultano posti destinati alla scuola secondaria di secondo grado.

Una scelta che ha immediatamente acceso il dibattito nel mondo della scuola e che è stata evidenziata anche da Cisl Scuola, secondo cui il contingente sarebbe stato costruito tenendo conto della forte presenza di docenti già specializzati nelle superiori.

Il sindacato osserva tuttavia come il nuovo riparto sembri orientato a riequilibrare la distribuzione territoriale dei percorsi, aumentando il numero di posti nelle regioni dove il fabbisogno di docenti specializzati resta più elevato.

Oltre 21mila posti alla primaria

La distribuzione dei posti autorizzati mostra infatti una forte concentrazione sulla scuola primaria, che assorbe oltre 21mila posti. Seguono la scuola dell’infanzia con 4.809 posti e la secondaria di primo grado con 4.230.

Resta invece completamente esclusa la secondaria di secondo grado, nonostante il persistente ricorso alle supplenze anche negli istituti superiori.

Il quadro conferma una criticità ormai cronica: il sistema continua a produrre un numero insufficiente di docenti specializzati rispetto alle necessità effettive delle scuole, soprattutto in alcune aree del Paese.

Idonei del X ciclo ammessi in soprannumero

Tra le indicazioni emerse figura anche la possibilità, per gli idonei del X ciclo non ammessi ai corsi, di accedere in soprannumero presso le stesse sedi universitarie in cui hanno sostenuto le prove, salvo eventuali deroghe concordate tra atenei.

Una misura che punta a ridurre il numero di candidati esclusi nonostante il superamento delle selezioni, tema che negli ultimi anni ha alimentato forti tensioni e numerosi contenziosi.

Atteso il decreto attuativo

Secondo le organizzazioni sindacali, il decreto attuativo del MUR dovrebbe arrivare tra maggio e giugno. Successivamente saranno gli atenei a pubblicare i bandi, presumibilmente tra giugno e luglio, mentre le prove preselettive potrebbero svolgersi nel corso dell’estate.

Tempistiche che saranno decisive per consentire ai nuovi specializzati di entrare nelle graduatorie utili già per il prossimo anno scolastico.

Chi può accedere al TFA sostegno

Per la scuola dell’infanzia e primaria potranno partecipare ai percorsi gli aspiranti in possesso della laurea in Scienze della Formazione Primaria oppure del diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002.

Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, invece, l’accesso sarà consentito ai candidati abilitati su specifica classe di concorso, ai laureati magistrali, ai diplomati AFAM di II livello e agli ITP in possesso del titolo richiesto.

Potranno inoltre accedere gli aspiranti che abbiano maturato almeno tre anni di servizio su posto di sostegno negli ultimi dieci anni scolastici, anche non continuativi.

Il nodo resta il precariato sul sostegno

L’avvio dell’XI ciclo riporta al centro una questione che il sistema scolastico non riesce ancora a risolvere: la distanza tra il numero di docenti specializzati formati ogni anno e il reale fabbisogno delle scuole.

Da una parte aumentano i posti autorizzati e i percorsi universitari; dall’altra, migliaia di alunni con disabilità continuano ogni settembre a cambiare insegnante o ad avere docenti senza formazione specifica.

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